Violenza in Rete, Lilia Giugni: “I social traggono profitto dalle interazioni sessiste”
Nel suo saggio, la ricercatrice evidenzia i pericoli del web, ma porta alla luce anche altri aspetti: dal lavoro precario e sottopagato dei “moderatori” allo sfruttamento della manodopera nelle miniere di tantalio o cobalto
Amplificazione dei contenuti violenti, algoritmi sbagliati, video porno senza consenso e piattaforme social che non intervengono come dovrebbero. Il web ha peggiorato la vita delle donne secondo Lilia Giugni, ricercatrice all’Università di Cambridge, attivista, co-fondatrice del think tank femminista GenPol – Gender & Policy Insights. Nel libro La Rete non ci salverà. Perché la rivoluzione […]
Quest'articolo è riservato agli abbonati Partner
Abbonati a Il Fatto Quotidiano. Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori.
-
Digital
Partner
Sfoglia ogni giorno i contenuti di FQ IN EDICOLA sul tuo pc e sulla nuova app.Incluso nell'abbonamento
- Accedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sito
- Accedere all'archivio completo de il Fatto Quotidiano
- Accedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del Fatto
- Partecipare in diretta alla riunione di redazione ogni giovedì alle 16.00
- Commentare tutti gli articoli del sito
- Navigare senza pubblicità
- Accedere a tutti i programmi di TvLoft
- Sconto del 20% sul nostro shop online
- Tesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 (anziché € 20,00)
- Card digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle Partnership