Plautilla Bricci, l’orgogliosa “architettrice”
In una stagione dominata dalle straordinarie genialità di Bernini e Borromini, si fece conoscere e riconoscere: “Tirar su una casa. Scegliere le tegole del tetto e il mattonato del pavimento. Immaginare facciate, logge, scale, prospettive, giardini. Per quanto ne sapevo, una donna non l’aveva mai fatto”
In un quadro anonimo del Seicento di ispirazione caravaggesca, l’allegoria dell’architettura è rappresentata da una giovane donna: avrà all’incirca vent’anni, i capelli rossi protetti da un telo annodato bianco, un abito un po’ liso e sporco da artigiana. Tiene in mano un compasso, simbolo dell’architettura, e l’espressione furba con cui guarda dritta davanti sé lascia […]
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