Il mondo FQ
Marco Travaglio

C’è un’aria…

Di Marco Travaglio

Direttore del Fatto Quotidiano

Cambia data calendar
Icona dei commenti Commenti

“C’è un’aria, ma un’aria…”. Non si può più fare neppure ciò che la legge consente o impone. I ministri pretendono non dico di partecipare alla stesura dei decreti del loro governo, ma almeno di leggerli prima di approvarli? Il Corriere avverte che Draghi è “visibilmente infastidito” dai politici che “piantano bandierine” (Corriere e Repubblica), “sabotatori” (Libero), “avvoltoi” e malmostosi” (Giornale). Dagospia e Libero confermano: “Draghi s’è rotto il cazzo”, “si è stufato dei veti dei partiti” che, diversamente da lui, han preso voti e vorrebbero conservarli realizzando i loro programmi (quelli che ne hanno uno): la Lega su quota 100, il M5S su reddito, salario minimo, superbonus e cashback. Ma il premier è pure “irritato per il fallimento del negoziato Mps” (Stampa): forse con se stesso che nel 2008, ancora a Bankitalia, avallò lo sgangherato acquisto del bidone Antonveneta a prezzo doppio, in barba al parere della sua stessa Vigilanza.

Non bastassero i politici che osano fare politica, ci si mettono pure i sindacati che pretendono di fare i sindacati difendendo i pensionati contro il ritorno alla Fornero. Uno scandalo, soprattutto per La Stampa (“I sindacati alzano il muro”) e per il fu giornale di sinistra Repubblica: “Pensioni, la riforma di Draghi (sic, ndr): la Lega tratta, i sindacati no”, “La Lega verso il sì, ma c’è lo scoglio dei sindacati”, “La trincea dei sindacati”, “Ultimatum a Draghi. Sindacati pronti allo sciopero”. Lo sciopero, capite? Dove andremo a finire. Teste calde sobillate dalla potentissima e ricchissima lobby dei vecchi, tutti nababbi e pure ladri. Lo svelano su Rep Bentivogli & Merlo: “Gli anziani hanno rubato la pensione ai giovani e il nostro non è un Paese per giovani e neanche per anziani, ma solo per questi ultimi (sic, ndr), benestanti e in buona salute”. Non si decidono neppure a schiattare. Il loro costo, avverte il maresciallo Tito, “è troppo largo”, un’“eccezione in Europa”: non ce li possiamo permettere. Infine i No Pass, tutti fasci, nazi e pure brigatisti perché con loro sfila pacificamente un ex Br che ha scontato la pena e per giunta è No Tav. Ecco Johnny Riotta pronto a denunciare “gli infiltrati”, l’“ex brigatista con i fascisti”, “la piazza che unisce gli opposti sulla stessa livida barricata contro la democrazia” che li disperde con gli idranti. Ma al democratico Sala non basta: “La polizia può fare una sola cosa: caricarli”, ma purtroppo quel pappamolla del prefetto “non intende farlo”. E così per il G20 “il Viminale teme la saldatura tra no global, black bloc e no pass”: fortuna che sono “pronti droni e cecchini”, “agenti e tiratori scelti” (Rep e Messaggero). “C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria” (Giorgio Gaber).