Naftali, il “ragazzo d’oro” fra militarismo e ortodossia
Ricordo il finale al fotofinish di una campagna elettorale del 2015. Anche quella volta Bibi Netanyahu veniva pronosticato in svantaggio. La domenica prima del voto convocò in piazza Rabin a Tel Aviv la folla dei sostenitori del Likud. A sorpresa, per rincuorarli, spuntò dal retropalco quello che in teoria doveva essere un rivale collocato alla […]
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