Il dopo-Conte per 1.500 lettori
Era il 1959quando Enzo Forcella scrisse per Tempo presente il pezzo definitivo sul giornalismo politico italiano: “Millecinquecento lettori”. Cominciava così: “Un giornalista politico, nel nostro Paese, può contare su circa millecinquecento lettori: i ministri e i sottosegretari (tutti), i parlamentari (parte), i dirigenti di partito, sindacalisti, alti prelati e qualche industriale che vuole mostrarsi informato. […]
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