De Cecco, grano francese spacciato per pugliese: indagati i vertici per frode

“Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari”. L’abruzzese De Cecco, terza produttrice di pasta mondiale dietro Barilla ed Ebro Foods, dev’essere stata mandata in confusione dallo scherzoso modo di dire quando il 13 febbraio ha registrato come grano pugliese 4.575 tonnellate di materia prima francese. Ma i Carabinieri del Nas non ci hanno […]

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“Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari”. L’abruzzese De Cecco, terza produttrice di pasta mondiale dietro Barilla ed Ebro Foods, dev’essere stata mandata in confusione dallo scherzoso modo di dire quando il 13 febbraio ha registrato come grano pugliese 4.575 tonnellate di materia prima francese. Ma i Carabinieri del Nas non ci hanno trovato niente da ridere. Così il pm Giuseppe Falasca della Procura di Chieti ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di frode in commercio e a luglio ha fatto perquisire gli uffici della De Cecco a Fara San Martino (Chieti), con il sequestro di materiale informatico e di posta elettronica. Tre gli avvisi di garanzia: al 76enne presidente operativo Filippo Antonio De Cecco, da anni monarca assoluto della società, al direttore acquisti Mario Aruffo e all’ex responsabile del controllo qualità Vincenzo Villani, licenziato a maggio. L’indagine è partita da una denuncia contro ignoti sporta il 28 maggio scorso ai Nas di Latina, riguardante l’importazione dalla De Cecco di 4.575 tonnellate di grano registrato come pugliese ma in realtà acquistato dalla società francese Cavac il 2 ottobre 2019, confermato il 19 novembre e fatturato il 31 gennaio. Il dettagliatissimo esposto di 5 pagine contiene molti allegati di particolare rilevanza investigativa. Tra questi spicca un’email datata 29 gennaio dell’ufficio acquisti De Cecco sul “prossimo imbarco di grano francese – Fornitore Cavac”: “Domani verrà caricata nuova nave di grano francese. Ecco i dati necessari per le coperture assicurative: nave M/V Right Step di partenza Les Sables d’Olone, Francia”. Il 30 gennaio un ordine di acquisto della De Cecco parlava di “grano francese”. Il 10 febbraio con un’altra email il direttore acquisti Aruffo, indagato insieme all’ex direttore controllo qualità Villani, scriveva al capo mugnaio, al coordinatore del controllo di gestione e alla segreteria di Filippo Antonio De Cecco: “Il presidente comunica che il grano francese in arrivo a Ortona il 13 febbraio dovrà essere considerato come grano pugliese”. Il 13 febbraio, così, gli uffici aziendali modificavano l’ordine di acquisto del 30 gennaio in “grano pugliese”. Sulle informazioni ai consumatori relative alla materia prima, l’Antitrust il 24 aprile 2019 aveva aperto un procedimento riguardante il packaging della pasta De Cecco. La procedura si era chiusa il 20 dicembre scorso con l’accordo a cambiare le scritte sulla provenienza del grano, indicandone l’origine italiana, californiana e dell’Arizona. Contattata con ampio margine di tempo, la De Cecco non commenta ma ribadisce di aver sempre condotto la sua attività nel pieno rispetto della disciplina normativa e regolamentare, anche a tutela di consumatori e clienti.