Un fatto è certo: da oggi al 17 settembre, giorno delle elezioni, il premier uscente israeliano Benjamin Netanyahu dovrà lavorare sodo per non perdere la leadership e la libertà. A metterlo in crisi non sono solo le aspre divisioni – causa della mancata formazione di una coalizione di governo e motivo del ritorno alle urne […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 19,99€ per 3 mesi

Articolo Precedente

Francia, il poliziotto è solo e si punta la pistola alla testa

prev
Articolo Successivo

Chi di spada perisce: la condanna fatale di “Amore tossico”

next