Nel consueto notiziario di good news diramate dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ieri mattina c’era anche questa: “Trenta arresti per mafia in provincia di Lecce: i carabinieri hanno stanato un gruppo criminale accusato di traffico di droga, danneggiamento, detenzione abusiva di armi e materiali esplodenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, sequestro di persona e violenza privata. #lamafiamifaschifo”.

Salvini esulta per l’operazione di polizia, giustamente. C’è un però: tra gli indagati nella maxi inchiesta risulta anche Guido Nicola Stefanelli, sindaco di Scorrano (Comune di 7mila abitanti in provincia di Lecce). È accusato – come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – di aver promesso appalti e gestione di servizi pubblici al gruppo mafioso in cambio del sostegno elettorale del clan. Stefanelli non è esattamente una star della politica nazionale ma è un personaggio che negli equilibri locali salentini qualcosa conta. Ex tenente di Raffaele Fitto, si è candidato alle elezioni di Scorrano in una lista civica ma è considerato dai media e da fonti locali molto vicino al senatore leghista Roberto Marti, che ad aprile ne avrebbe propiziato l’elezione nel consiglio provinciale leccese. Chi fa politica sul territorio assicura che lo stesso Stefanelli abbia fatto campagna per il Carroccio in occasione delle ultime elezioni europee.

In particolare si sarebbe speso per un candidato: Massimo Casanova. Meglio noto, su queste pagine, come Mr. Papeete: è il proprietario del famoso stabilimento balneare di Milano Marittima, lo stesso dove Salvini si è fatto intervistare domenica a torso nudo e dove va a trascorrere regolarmente le sue vacanze estive. L’amicizia tra Salvini e Casanova ha radici profonde: il ministro leghista è ospite fisso anche nella tenuta dell’imprenditore sul Gargano, a Bosco Isola (finita sotto la lente della Guardia di finanza, che indaga per abuso edilizio). Casanova è diventato quindi il candidato di punta della Lega alle Europee nel collegio Italia Meridionale, con eccellenti risultati: 64mila preferenze e biglietto staccato per una legislatura nel Parlamento di Strasburgo.

Ieri però è arrivato il social-boomerang: poche ore dopo il trionfale tweet di Salvini sull’indagine che coinvolge anche Stefanelli, sono iniziate a circolare in rete le fotografie dello stesso Stefanelli sul palco di un comizio elettorale di Casanova, al quale partecipava anche Marti.

L’imprenditore del Papeete non vuole parlarne (“Casanova non rilascia interviste”), ma dalla comunicazione leghista arriva una smentita secca: “Stefanelli con noi non c’entra nulla, dei suoi guai non sappiamo niente, non sappiamo come sia finito su quel palco”.

Eppure in quella fotografia, scattata durante un evento pugliese per festeggiare l’elezione di Casanova, (e nel video che pubblichiamo qui sotto) le presenze non sembrano per nulla casuali. A tenere il microfono c’è il già citato senatore Roberto Marti, l’uomo a cui la Lega di Salvini ha affidato le sue fortune a Lecce e dintorni. Anche lui peraltro è indagato per una vicenda molto delicata: avrebbe avuto un ruolo nell’assegnazione di una casa confiscata alla mafia ad Antonio Briganti, fratello di un boss della Sacra Corona Unita. Oltre a Stefanelli, ci sono anche il deputato salviniano barese Rossano Sasso, il manager di Conversano (Bari) Nuccio Alfieri (nominato in quota leghista alla presidenza di Invimit, la società pubblica che gestisce il patrimonio immobiliare del ministero dell’Economia) e Giovanni Riviello, uno dei commissari di Salvini nel partito regionale. Insomma: oltre a Stefanelli c’è lo stato maggiore della Lega pugliese.

Il sindaco di Scorrano sarà passato lì per caso, come sostiene la comunicazione del Carroccio, e fino a prova contraria è pure innocente. Ma per gestire la formazione delle classi dirigenti salviniane nelle regioni del Sud – Puglia in primis – evidentemente i tweet non bastano.

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