“Ho conosciuto Asia Argento dieci mesi fa. In comune avevamo il dolore di essere state aggredite da Harvey Weinstein. Ho il cuore spezzato. Continuerò il mio lavoro in nome di tutte le vittime”. A siglare la prima incrinatura al muro già non troppo compatto del #MeToo dopo l’articolo che ha travolto Asia Argento, è Rose […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

#SheToo? “Asia pagò per l’abuso a Bennett”

prev
Articolo Successivo

Boito tra autocritica e profondità culturale: da “Nerone” a “Faust”

next