C’era una volta il “Giglio magico”, potentissima cerchia ristretta al cui centro sedeva Matteo Renzi. Nel corso degli anni – tra sospette fatture false, voci di soffiate su inchieste e intercettazioni, vicissitudini bancarie e poco amene frequentazioni – la centrale di comando del sistema – complici anche babbi, mamme e braccia destre – si è […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Fondi “renziani” tolti ai bimbi. Ma l’indagine è a rischio

prev
Articolo Successivo

Banca Etruria, i giudici: “La Consob sapeva del dissesto già dal 2013”

next