Nel giorno dello shabbath, Israele scopre il ciclismo: due milioni di spettatori lungo i 167 chilometri della seconda tappa da Haifa a Tel Aviv. Un miracolo, spiritualità e trascendenza del Giro in Terrasanta. Il messia di ieri ha il nome di un grande profeta, Elia. Quello di Viviani, campione olimpico di omnium (specialità della pista), […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

A Beirut si gioca alla democrazia

prev
Articolo Successivo

La “scorta” dei rabbini che vegliano su chi scrive anche durante lo “shabbat”

next