“Mi sta sfuggendo il senso del tempo, il sapore di quell’aria, quegli odori di divise e di armi, quei colori predominanti nella gente, verde o nera, e i visi con rari sorrisi, dal truculento al serio, al pavido all’arrogante; quelle guance smunte, scavate, affamate, gli occhi spiritati e quelli tristi, gli sguardi disperati e malinconici […]

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La memoria finisce, la Storia resta: il 25 aprile è ancora vivo

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