Alcuni lettori segnalano pressioni dalle loro aziende perché rinuncino al premio di produttività in busta paga e lo destinino al cosiddetto welfare aziendale. Si chiama così un coacervo di beni e servizi (buoni pasto, sanità integrativa, trasporti casa-lavoro, ecc…) che dovrebbero appunto accrescere il benessere del lavoratore. In realtà esso degenera nel caso migliore in […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 19,99€ per 3 mesi

Articolo Precedente

Tfr in busta, part time e Ape: storia di un flop annunciato

prev
Articolo Successivo

Ho un sogno. Un bel Tripadvisor anche sui clienti

next