In un basso di Ortigia, dietro il tempio di Apollo, ci aspetta Salvatore Accolla, classe 1946. Recita un paio di versi delle sue poesie in dialetto, legge da un libriccino appena pubblicato. Non è mai andato a scuola. In quel fondaco annerito dalla muffa riparano le sue tele enormi, smalti che riproducono inseguendosi febbrilmente barche […]

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