Il capogruppo renzianissimo ha sondato tutti i partiti sulla legge elettorale. E alla fine ha calato l’apertura al grande nemico, i 5Stelle. Offrendo il Legalicum, ovvero l’Italicum riscritto dalla Corte costituzionale. Perché lo stallo su una nuova legge in Parlamento prosegue e perché i voti sono sempre voti, soprattutto se sono tanti: come quelli del M5S.

Logica semplice ma comprensibile, quella del capogruppo alla Camera del Pd Ettore Rosato, che nelle ultime ore ha avvicinato alcuni deputati del Movimento, provando a ingolosirli: “Potremmo presentare come proposta il Legalicum”. Ossia ciò che è rimasto dell’Italicum dopo la sentenza della Consulta del 25 gennaio scorso: una legge di fatto proporzionale senza ballottaggio e con il premio di maggioranza per il partito che raggiunga il 40 per cento. Un’ottima legge per i 5Stelle, che così l’avevano ribattezzata sul blog di Beppe Grillo, dove esultavano per la decisione della Corte. Per poi invocare: “Applichiamo il Legalicum al Senato con i dovuti correttivi (l’Italicum era valido solo per la Camera, ndr) e andiamo a votare subito. Ci vuole una legge di poche righe”. Ed è in quelle due parole, “dovuti correttivi”, che potrebbe restare la distanza tra Pd e 5Stelle. Perché il M5S vorrebbe cancellare capilista bloccati e pluricandidature, salvati dalla Consulta. Non a caso, Rosato ieri con i 5Stelle ha ribadito che il Pd vorrebbe tenerli. E come risposta, ha ottenuto (in sintesi) quella che è la linea ufficiale del Movimento: “Se avete una proposta presentatela in commissione e noi la valuteremo”. Il deputato Danilo Toninelli, l’esperto di legge elettorale dei 5Stelle (fu la mente del Democratellum, la legge proposta a suo tempo dal M5S), conferma al Fatto: “Noi non facciamo accordi o trattative al buio. Se il Pd vuole davvero il Legalicum lo dica pubblicamente, alla luce del sole”.

Lo stesso Toninelli, in giornata, aveva bocciato il Mattarellum: “È del 1992, è una legge vecchia, invotabile”. E particolarmente sgradita ai 5Stelle, visto che prevede i collegi, temutissimi dal Movimento. “L’unica legge che può essere approvata è il Legalicum, fare altre cose significa perdere tempo e aspettare settembre per le pensioni d’oro”, ha ribadito il deputato ai cronisti. Ma la strada per approvarlo pare strettissima. Anche se Rosato, che ieri ha parlato a lungo con Roberto Fico nella buvette della Camera (ma non di legge elettorale, assicurano dal M5S), avrebbe offerto ai 5Stelle anche la possibilità di “lievi aggiustamenti”. Però dal Movimento non si fidano. Anche perché vedono nel capogruppo una figura che per ora parla solo a nome dei renziani, “mentre le altre aree del Pd il Legalicum non lo voterebbero mai”. Mentre si fa largo un altro sospetto: “Quella di Rosato sarà stata solo una finta, la legge rimarrà questa, con i capilista. Il Pd non può farne a meno”.

Articolo Precedente

Lo show del “Samurai” per respingere l’accusa di associazione mafiosa

prev
Articolo Successivo

Palermo, debutta il post-Pd. La lista a metà con Alfano

next