Disintermediazione e Jobs Act. Due brutte parole che piacevano assai a Matteo Renzi e a certi suoi amici: la prima comporta la sostanziale distruzione dei corpi intermedi (partiti, sindacati, etc) per passare alla contrattazione individuale tra potere e popolo; la seconda parla di lavoro (Jobs) per intendere la sua ricattabilità (libertà di licenziare). È in […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 19,99€ per 3 mesi

Articolo Precedente

L’Eni, la Juve e De Benedetti: il cimitero delle notizie fantasma

prev
Articolo Successivo

Il caos degli immobili sui conti dell’Inpgi

next