Mattarella, i buoni benzina e l’imprenditore dei boss
La tangentopoli siciliana del ‘92, la busta (valore 3 milioni) avuta dall’erede di siino che “non costituisce reato”. E ora la deposizione sulla trattativa
Alla vigilia delle elezioni politiche del ’92, aveva ricevuto nella sua segreteria di via Libertà a Palermo una busta: il mittente era l’imprenditore agrigentino Filippo Salamone titolare della Impresem, che qualche anno dopo si sarebbe beccato una condanna per concorso in mafia con l’accusa di essere l’erede di Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici […]
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