Paolo Poli, la leggerezza di un aristocratico precario
“LA GENTE VIENE QUI PERCHÉ HO 84 ANNI E A DIFFERENZA DI QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE, NON SONO ANCORA MORTO”
C on i corridoi spalancati sul silenzio e uno specchio alle spalle, Paolo Poli nuota nel suo foyer preferito. La terra di mezzo della precarietà aristocratica, dove si è signori nella sottrazione: “Ho sempre fatto le mie schifezzine per conto mio” e signore nell’addizione provocatoria: “La mia paga non è il pur necessarissimo denaro, ma […]
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