SCHLESAK:«PERCHÉ AMAVO CEAUSESCU»
PARTIRE è un po ’ morire, come dicono le canzonette, e tornare è morire un’altra volta. Specie se devi fare i conti con una schiera di fantasmi – la madre appena morta, gli zii arruolati nelle SS e impiegati nei lager – e la casa di famiglia è intatta ma ha ospitato la Securitate, con […]
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