Il mondo FQ

“L’inferno in terra esiste: il suo nome è Guantanamo”

DAI RACCONTI DI UN DETENUTO SOMALO LIBERATO DOPO 8 ANNI DAL CARCERE CUBANO EMERGE UN REGNO DI TERRORE E INGIUSTIZIA
Icona dei commenti Commenti

“L’inferno in terra” esiste e il suo nome è Guantanamo. Il luogo simbolo della punizione divina ha rappresentato per otto anni la realtà quotidiana di Mohamed Saleban Bare, cittadino somalo, restituito ai parenti dopo essere stato liberato dal carcere creato dagli americani in terra cubana. Il 44 enne musulmano ha raccontato della sua prigionia e […]

In Edicola
Quest'articolo è riservato agli abbonati Partner

Abbonati a Il Fatto Quotidiano. Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori.

  • Digital

    Partner

    Sfoglia ogni giorno i contenuti di FQ IN EDICOLA sul tuo pc e sulla nuova app.
    Annuale Mensile
    € 139 ,99
    per il primo anno
    poi € 189,99 / anno
    PAGA IN MODO RAPIDO CON:
    ABBONATI
    Rinnovo automatico. Disattiva quando vuoi

    Incluso nell'abbonamento

    • Accedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sito
    • Accedere all'archivio completo de il Fatto Quotidiano
    • Accedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del Fatto
    • Partecipare in diretta alla riunione di redazione ogni giovedì alle 16.00
    • Commentare tutti gli articoli del sito
    • Navigare senza pubblicità
    • Accedere a tutti i programmi di TvLoft
    • Sconto del 20% sul nostro shop online
    • Tesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 (anziché € 20,00)
    • Card digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle Partnership

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.