Una Prima della Scala dal forte impatto. Non solo per la musica di Dmitrij Šostakovič, ma per la regia “cinematografica” di Vasily Barkhatov, con scene realistiche e crude annunciate sul display delle poltroncine già alla Primina del 4 dicembre dedicata agli under 30. Comincia il conto alla rovescia di “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk”, mai proposta per un’apertura di stagione al Piermarini. Un’opera che ci parla di passioni, volontà di emancipazione femminile, delitti e punizioni. Censurata in Russia all’epoca di Stalin, la sua musica potente, nel cinquantenario della scomparsa del compositore russo, è diretta dal maestro Riccardo Chailly.
Il Teatro è sold out. Tutti i posti, circa 2.000, sono andati esauriti, per un incasso record di quasi 3 milioni di euro. Ma all’evento di Sant’Ambrogio, simbolo della Milano internazionale nel campo della lirica che richiama la supremazia dell’arte e della cultura sopra ogni questione politica, ci saranno due grandi assenti: Sergio Mattarella e Giorgia Meloni.
Tra le autorità presenti, oltre al sindaco di Milano Beppe Sala, con il sovrintendente Fortunato Ortombina, sono attesi il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, gli assessori alla Cultura della Regione Francesca Caruso e del Comune Tommaso Sacchi, la senatrice Liliana Segre e il senatore Mario Monti.