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Hantavirus, tutti negativi i test analizzati a Milano e allo Spallanzani sui casi sospetti in Italia

Si tratta del 60enne inglese e del suo accompagnatore arrivati in Lombardia, della turista argentina ricoverata a Messina e del 25enne calabrese in isolamento fiduciario
Hantavirus, tutti negativi i test analizzati a Milano e allo Spallanzani sui casi sospetti in Italia
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La giornata – negativi tutti i test in Italia. Ma i medici avvertono: “Sistema non regge nuova pandemia”

“Il Piano pandemico funziona” e l’Italia ha agito “in modo tempestivo e coordinato a livello internazionale”. Da un lato il ministro della Salute Orazio Schillaci rassicura i cittadini, che “devono stare tranquilli perché l’Hantavirus non è il Covid ma un virus che conosciamo”. Dall’altro i medici ospedalieri mettono in guardia: “Oggi non c’è un rischio reale di diffusione nel nostro Paese, ma se ciò avvenisse il sistema non reggerebbe una nuova pandemia”, avverte il sindacato Anaao. Di fatto, le terapie intensive sono state potenziate e sono quasi 8.800 ma circa due terzi sono al Nord. Anche la rete dei dipartimenti di malattie infettive degli ospedali è solida: sono già definiti i poli di riferimento nei quali verrebbero smistati eventuali casi e le strutture iniziano a dotarsi di test e tamponi.

“Se dovesse esserci una nuova emergenza pandemica, il sistema sanitario non sarebbe pronto. Mancano ancora medici – denuncia il segretario del sindacato degli ospedalieri Pierino Di Silverio -. Rispetto al 2020 la carenza di personale non è cambiata in modo significativo e la medicina territoriale, che avrebbe dovuto essere potenziata dopo il Covid, non è mai realmente decollata. Le Case di comunità sono partite a singhiozzo”. E probabilmente anche di questo parlerà Schillaci domani, con i medici di medicina generale.

Per fortuna, comunque, il rischio per la popolazione generale dell’Ue “è sempre stato e resta molto basso, come confermano le massime autorità sanitarie internazionali”, ha chiarito il ministro al question time riportando gli ultimi dati dell’Ecdc, che al 12 maggio contava 10 casi totali, di cui 8 confermati e probabili, con tre decessi. Buone notizie anche per le quattro persone oggi in Italia, presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile: “sono asintomatiche e seguite con attenzione. I test finora hanno dato esito negativo”.

Schillaci punta però il dito contro “il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l’Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero”. Il Piano pandemico 2025-2029 funziona, spiega: “A differenza del precedente permette risposte calibrate su scenari diversi. È stata una risposta concreta, tempestiva, proporzionata”. Prevede, tra l’altro, l’adeguamento delle scorte e la gestione dei dispositivi di protezione individuale, ovvero le mascherine, venute a mancare all’inizio della pandemia da Sars-Cov-2.

Certo è che la l’esperienza insegna. La rete infettivologica “negli ultimi anni si è molto rafforzata”, assicura il presidente della Società di Terapia Antinfettiva Matteo Bassetti. Ci sono lo Spallanzani a Roma, il Sacco a Milano e il Cotugno a Napoli che sono i tre ospedali dedicati. Ma c’è anche una rete di strutture capaci di garantire l’alto isolamento: dal San Martino di Genova al Niguarda a Milano, dal San Raffaele, sempre a Milano, ai policlinici di Bari e Palermo. “Strutture – dice Bassetti – che si stanno dotando di tamponi e test sierologici specifici per il nuovo virus”.
Le regioni procedono però in ordine sparso. Un tratto che emerge anche guardando la mappa dei posti letto in terapia intensiva. A fronte delle circa 5.000 che avevamo prima del Covid, oggi ne abbiamo 8.763, ma circa due terzi sono concentrati nel Centro-Nord, con la Lombardia ne conta 1.810, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, spiega Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac). “Se complessivamente il numero è adeguato, resta comunque uno squilibrio tra Regioni e il numero di anestesisti resta insufficiente per eventuali emergenze”.

Quanto a vaccini e terapie autorizzati, ancora non ne esistono. L’Agenzia europea dei medicinali, tramite la sua task force di emergenza, è comunque “pronta a supportare sviluppo e valutazione regolatoria” con un’attenzione particolare a antivirali che possano ridurre la pericolosità dell’infezione. Ma da un altro pericolo mette in guardia, quello delle fake news. Come la falsa notizia di un presunto collegamento tra Hantavirus e vaccinazione anti Covid-19: “non esiste alcuna evidenza scientifica”.

  • 14:01

    Bertolaso: “Turista britannico in isolamento fino al 6 giugno”

    Il turista britannico che il 25 aprile ha viaggiato da Sant’Elena sullo stesso volo della 69enne olandese deceduta per hantavirus a Johannesburg rimarrà in isolamento a Milano fino al 6 giugno. Lo ha comunicato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante un punto stampa all’ospedale Sacco di Milano dove si trova adesso l’uomo, età 60 anni. “La situazione è assolutamente sotto controllo – ha rassicurato l’assessore – La persona che ha preso questo volo e che, ripeto, è negativa agli esami clinici che sono stati fatti, deve rimanere in isolamento fino al 6 giugno, perché l’isolamento scatta dal momento in cui c’è stato l’eventuale contatto, cioè il 25 aprile scorso”.

  • 13:55

    Bertolaso: “Non siamo di fronte a un nuovo Covid”

    “Non siamo di fronte a un nuovo Covid”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, nel corso del punto stampa sul caso del turista inglese – risultato negativo ai primi accertamenti sull’Hantavirus – in quarantena all’ospedale Sacco di Milano. “Se su quella nave ci fossero stati l’ebola o il colera – ha affermato – avremmo avuto molte vittime. Qui parliamo di un virus di cui un solo ceppo trasmissibile da uomo a uomo”. “Il sistema funziona, la sorveglianza c’è – ha sottolineato – Gli italiani possono stare tranquilli”

  • 13:54

    Direttore Ceremi: “Nessun rischio per chi ha avuto contatti col turista inglese”

    “Il turista inglese non è contagioso, tutti quelli che hanno avuto contatti con lui in questi giorni non corrono rischi di contagio”. Lo ha detto il direttore del Centro Regionale per le Malattie Infettive, il Ceremi, Andrea Gori. Nel corso del punto stampa sul caso del turista inglese – risultato negativo ai primi accertamenti sull’Hantavirus – in quarantena all’ospedale Sacco di Milano. “Il paziente resta in isolamento fino al 6 giugno, a partire dal giorno del contatto con la donna deceduta, avvenuto il 25 aprile, e sarà sottoposto periodicamente ai test – ha affermato – I test vengono effettuati una volta a settimana, a meno che non mostri dei sintomi”

  • 13:47

    Ue: “Focolaio ci ricorda le vulnerabilità”

    Il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera Hondius “ha ricordato a tutti noi la vulnerabilità in materia di salute; tutti ricordiamo l’impatto che il Covid-19 ha avuto sulle nostre vite. La realtà è che la frequenza e l’intensità delle epidemie stanno aumentando”. Lo ha dichiarato il Commissario Ue per i partenariati internazionali Jozef Síkela in conferenza stampa a Bruxelles.

    Síkela ha presentato quindi l’iniziativa globale per la resilienza sanitaria, descrivendola come la risposta dell’Unione “a tre dure verità”. “Primo – ha spiegato – le minacce sanitarie non rispettano i confini. Una crisi sanitaria in qualsiasi luogo è un rischio ovunque; secondo, essere preparati ripaga: investire ora significa salvare vite e denaro in futuro; terzo, la dipendenza è davvero pericolosa: nessun Paese dovrebbe fare affidamento su una manciata di fornitori, dato che la salute non è più appannaggio esclusivo dei medici, ma viene persino utilizzata come arma per scopi geopolitici”

  • 13:43

    Isolato in Calabria, la sindaca: “Tutto è rientrato”

    “Tutto fortunatamente è rientrato. Oggi Villa San Giovanni vive una situazione molto più serena”. A dirlo è Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) dopo l’esito negativo delle analisi effettuate su Federico Amaretti, il marittimo che aveva viaggiato sullo stesso volo di una donna, poi deceduta per Hantavirus.

    “Stamattina – aggiunge – abbiamo ricevuto i risultati delle analisi sui prelievi fatti ieri, anticipati rispetto a questa mattina, grazie ai carabinieri del Nas che si sono resi disponibili ieri pomeriggio per il trasporto. Già alle 16.00 avevano consegnato le provette allo Spallanzani. Stamattina l’esito è stato recapitato a Federico Amaretti. Ieri, a Villa San Giovanni si era sparso il panico e già ci si immaginava di finire come Codogno con il Covid. Noi avevamo ridimensionato la notizia e tranquillizzato la popolazione”.

    “Federico – conferma la sindaca – continua a stare bene. Non ha febbre e non ha nessun tipo di sintomo influenzale. Sta vivendo la quarantena, che è di quarantacinque giorni, a partire dal 9 maggio scorso. Trascorre le sue giornate collegato via web con gli amici. Ha confermato che non vuole essere contattato. ‘Sto più sereno così’, mi ha risposto. Essendo un marittimo è abituato a vivere l’isolamento. È sempre imbarcato. È un ragazzo è giovanissimo ma è già un lavoratore”.
    “Stiamo parlando – conclude Giusy Caminiti – di un ragazzo prudente, di buona famiglia. Stiamo ricevendo chiamate, e sollecitazioni da molte testate. Ma lui in questo momento ha deciso di no”.

  • 13:19

    La donna a Firenze “è a casa e non ha sintomi”

    “Abbiamo preso in carico la situazione fin dal primo momento, in stretto raccordo con l’Azienda Usl Toscana centro e con il settore di igiene pubblica. La persona interessata si trova presso la propria abitazione, sta bene, non presenta sintomi ed è in contatto diretto e costante con i servizi sanitari. È sottoposta a monitoraggio quotidiano da parte dell’Igiene pubblica della Toscana Centro, secondo le indicazioni previste dalle autorità sanitarie”. È quanto fa sapere l’assessore regionale alla salute, Monia Monni, sulla situazione della signora di Firenze, posta in quarantena per l’Hantavirus.

    “Alla luce della nuova circolare del ministero della Salute dell’11 maggio – precisa Monni – il periodo di sorveglianza attiva per i contatti ad alto rischio è fissato in 42 giorni successivi all’esposizione, e non più in 45 giorni. Per questo la sorveglianza terminerà il 5 giugno. Voglio rassicurare i cittadini: la situazione è seguita con la massima attenzione, con tutte le cautele previste, e al momento non ci sono elementi di allarme per la popolazione generale”.
    L’assessorato precisa infine che la signora non è stata sottoposta alle analisi relative al virus in quanto asintomatica, così come previsto dalle indicazioni ministeriali.

  • 13:18

    Istituto zooprofilattico: “Conosciamo l’hantavirus. Nessun problema per l’Europa”

    “L’Hantavirus è un virus che noi conosciamo dagli anni 50, da tantissimi anni, quindi ampiamente studiato. Conosciamo tutto, non ci troviamo nelle condizioni del Covid, perché quello era un virus nuovo e ci siamo trovati in serie difficoltà. Ora io mi sento veramente di escludere qualsiasi tipo di problema, soprattutto per quanto riguarda l’Italia e l’Europa”. Lo ha detto Antonio Fasanella, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, rispondendo questa mattina a una domanda dei giornalisti sull’Hantavirus, in occasione di una visita da parte delle autorità civili e militari della provincia di Foggia.

    “Gli Hantavirus – ha spiegato – non hanno un solo ceppo ma diversi, ma questo ceppo Andes, che hanno trovato sulla crociera che ha origine in Cile ed Argentina, è l’unico che si può trasmettere da persona a persona ma con un contatto continuo, prolungato. Non è come il Covid che bastava che un malato facesse uno starnuto per infettare una sala di persone. State tranquilli, dunque, perchè l’unica maniera per poter contrarre l’Hantavirus è che uno deve entrare in un casolare infestato da topi e deve inspirare le particelle di feci essiccate di questi topi che a loro volta devono essere topi che devono avere il virus”. “E il contagio intraumano è davvero difficile – ha sottolineato -. Questo ceppo Andes lo conosciamo perchè in qualche maniera sono stati segnalati casi di contagio interumano. I primi due morti erano, infatti, marito e moglie per intenderci”. 

    “Questo nuovo virus – ha proseguito Fasanella – sta a significare che l’80% delle malattie infettive nell’uomo ha origini animali, come è stato per l’antrace (antrace animale perché dagli animali si trasmette) e come è stato per il Covid. Io sono molto tranquillo”. “L’istituto zooprofilattico – ha aggiunto – è centro di referenza nazionale per l’antrace che è un agente a potenziale uso bioterroristico. La Commissione europea da diversi anni finanzia un progetto, tra tutti i laboratori a livello europeo, che lavora su agenti altamente patogeni. Sono due i settori di questi laboratori. Uno che riguarda gli agenti batterici, e noi siamo inseriti in quello, perchè centro di referenza per l’antrace, dove facciamo una serie di ring test a livello europeo per individuare nelle matrici che loro ci mandano la presenza o meno di batteri altamente patogeni per l’uomo. E l’altro settore è quello che riguarda i virus”.

  • 11:23

    Lo spagnolo positivo in “condizioni stabili”

    Il passeggero spagnolo della nave crociera Hondius risultato positivo al test di hantavirus è sempre in condizioni “stabili”, e “gli viene somministrata terapia di ossigeno”, mentre resta in isolamento nell’ospedale della Difesa, Gomez Ulla a Madrid. Lo ha indicato il segretario di Stato spagnolo della Sanità, Javier Pradilla, in dichiarazioni all’emittente Tve. Padilla ha confermato che gli altri 13 croceristi spagnoli evacuati dalla nave restano asintomatici e negativi ai test di hantavirus e proseguono i 42 giorni di quarantena, il cui inizio è stato fissato dal 10 maggio, così come indicato dall’Oms.

  • 10:41

    Messina: la 49enne era stata subito isolata

    La negatività al test hantavirus della paziente di Messina, ricoverata per una sospetta polmonite, è stata confermata anche dal Policlinico della Città dello Stretto.
    Giunta al pronto soccorso dell’ospedale universitario il 10 maggio, la donna – 49 anni, proveniente da una zona endemica dell’Argentina – era stata immediatamente posta in biocontenimento già dal primo accesso nell’area di emergenza, per poi essere trasferita nel reparto malattie infettive dove ha proseguito le terapie sempre in isolamento.
    La paziente ha riferito di non aver avuto alcun contatto noto né con i casi diagnosticati sulla nave da crociera, né con altri casi noti di Hantavirus – e pur non rientrando nella definizione di caso sospetto come da circolare del ministero della Salute – a scopo precauzionale e per completezza diagnostica si è proceduto a contattare lo Spallanzani che ha ritenuto opportuno l’approfondimento diagnostico.

  • 10:17

    Nicastri: “Lo Spallanzani è pronto, possiamo essere sereni”

    “Lo Spallanzani ha un sistema di allerta che scatta, perché è proprio questa la sua vocazione. La preparazione che abbiamo ci permette di essere sereni e questa serenità vorrei trasmetterla ai cittadini. Certo poi capisco che la notizia che sulla nave da crociera, con a bordo eminenti ornitologi, si diffonda un’infezione potenzialmente letale, attiri inevitabilmente l’attenzione mediatica“. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Emanuele Nicastri, direttore di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell’Inmi Spallanzani di Roma parlando dei contagi da Hantavirus.