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Papa Leone in visita in Argentina: “Porta un messaggio di giustizia sociale in contrasto con le politiche di Milei”

La sorella Karina Milei ha guidato i negoziati con la Chiesa per provare a spostare l'attenzione sulla funzione pacificatrice del viaggio apostolico. Intanto il presidente ultraliberista sta stringendo alleanze con i leader evangelici
Papa Leone in visita in Argentina: “Porta un messaggio di giustizia sociale in contrasto con le politiche di Milei”
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Si stima che quasi sette milioni di argentini si muoveranno per accogliere Papa Leone XIV: dopo la visita in Uruguay, da domenica 8 a mercoledì 11 novembre il pontefice è in Argentina per proseguire il suo viaggio apostolico in America Latina. Si tratta della prima visita papale dal 1987, quando Giovanni Paolo II era stato nel Paese. Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires dal 1998 al 2013, non era mai tornato in Argentina da papa. “C’è grande entusiasmo nell’accogliere Leone, che è il successore di Papa Francesco e colui che ne prosegue l’eredità. Credo che per gli argentini sia una visita molto speciale”, dice a ilfattoquotidiano.it Juan Maquieyra, direttore dell’organizzazione Techo Argentina, che si occupa di diritto alla casa nei quartieri vulnerabili, e già direttore della Escuela de Formación Política Fratelli Tutti che, promossa dalla fondazione pontificia Scholas Occurrentes, era stata sostenuta da Papa Francesco.

L’agenda del pontefice prevede la celebrazione di tre messe pubbliche a Buenos Aires, Córdoba e Luján, cittadina nella periferia della capitale che ospita il santuario della Vergine di Luján, patrona del Paese e meta di pellegrinaggio per milioni di fedeli. Oltre 25.000 volontari si sono offerti di aiutare nell’organizzazione della visita ed è stata commissionata la produzione di un milione di ostie da distribuire durante le celebrazioni. Papa Leone visiterà anche il Piccolo Cottolengo Don Orione, situato a Claypole: questa struttura di accoglienza, fondata nel 1935, offre assistenza, ospitalità e sostegno educativo a persone con disabilità.

Il pontefice incontrerà il presidente di destra Javier Milei e rappresentanti del governo. Nelle ultime settimane, Milei ha più volte sottolineato che le attività che Leone realizzerà nel Paese non devono essere politicizzate e che il papa appartiene a tutti gli argentini. Karina Milei, la sorella del presidente e segretaria generale della presidenza, si è occupata di guidare i negoziati con la Chiesa per organizzare la visita del pontefice. Ha stabilito la linea narrativa adottata dai funzionari del governo, provando a spostare l’attenzione sulla funzione pacificatrice del viaggio apostolico.

Il motivo sta nel rapporto che l’attuale governo ha con la Chiesa e con i vescovi. Da quando si è insediato, Milei ha continuato ad affermare che il principio della giustizia sociale è un furto e un’aberrazione. Allo stesso tempo, i vescovi cattolici sono stati tra i principali attori ad avere contestato lo smantellamento delle politiche pubbliche attuato dal governo ultraliberista. “Il messaggio di Leone richiama le idee di Leone XIII, l’autore della Rerum Novarum che ha rafforzato la dottrina sociale della Chiesa. Inoltre, papa Leone è allineato al pensiero di papa Francesco: rivendica la giustizia sociale, il ruolo della proprietà privata al servizio delle persone e l’importanza di mettere al centro gli ultimi e gli emarginati, così come lo propone il Vangelo e come lo proponeva Francesco. C’è una dissonanza con il discorso del presidente Milei”, conclude Juan Maquieyra.

Mentre il rapporto con la Chiesa cattolica argentina è attraversato da tensioni, il presidente sta stringendo alleanze con i leader evangelici. La scorsa settimana, Milei ha partecipato all’inaugurazione di un tempio nella provincia di Neuquén, una delle aree strategiche nel suo modello economico perché qui si trovano le riserve di gas e petrolio non convenzionale di Vaca Muerta. Nel 2025, aveva partecipato all’inaugurazione di un tempio evangelico nella provincia del Chaco nel nord del Paese. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Nación, il 31 ottobre nel museo della Casa Rosada, che è la sede del governo, si è tenuto un evento ufficiale per celebrare la Giornata nazionale delle chiese evangeliche e protestanti. Hanno partecipato anche Milei e la sorella Karina, ma la loro presenza non era stata comunicata nell’agenda ufficiale del presidente e del governo. Prima dell’arrivo del duo, ai partecipanti era stata consegnata una busta per lasciare i telefoni con il divieto di filmare e scattare foto.

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