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Fausto Bertinotti a L’Elefante su Rai 3: “La lotta di classe l’hanno vinta i capitalisti. La salvezza è nelle nuove generazioni”

Ospite di Peter Gomez su Rai 3, l'ex presidente della Camera individua nei giovani il motore del cambiamento e guarda all'esperienza di Bernie Sanders negli Stati Uniti. Critiche anche alla crisi della rappresentanza e alla perdita di fiducia nelle istituzioni: "Metà della popolazione non va più a votare"
Fausto Bertinotti a L’Elefante su Rai 3: “La lotta di classe l’hanno vinta i capitalisti. La salvezza è nelle nuove generazioni”
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“Se le cose restano così non c’è salvezza. La salvezza è altrove. È nei movimenti che stanno mettendo le nuove generazioni contro l’establishment”. È il messaggio lanciato da Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera e storico leader della sinistra italiana, ospite di Peter Gomez nella puntata di questa sera di L’Elefante, il programma in onda su Rai 3 e RaiPlay. Nel corso dell’intervista, Bertinotti ha individuato proprio nelle nuove generazioni il possibile motore di una svolta politica e sociale, in contrapposizione agli assetti tradizionali e a un sistema che, a suo giudizio, ha progressivamente escluso i giovani. “Il basso della società vede emergere una nuova generazione. L’Elefante non c’è: l’elefante sono questi giovani“, ha affermato.

A sostegno della propria analisi, l’ex leader di Rifondazione Comunista ha richiamato il dato elettorale statunitense: “Il 70% degli under 30 negli Stati Uniti ha votato per i Democratici. Una nuova generazione è all’opposizione. La salvezza è nelle nuove generazioni che si sono rivoltate a una politica che le esclude”. Lo sguardo si è poi spostato sugli Stati Uniti e sulla crescita delle istanze socialiste, con un riferimento particolare a Bernie Sanders. Bertinotti ha definito “molto interessante” ciò che sta accadendo oltreoceano, sottolineando come il senatore del Vermont, che per mesi nel 2025 ha condotto comizi insieme ad Alexandria Ocasio-Cortes contro l’oligarchia, stia guidando una costruzione politica capace di riportare il socialismo al centro del dibattito e di ottenere risultati con una piattaforma radicale. Una dinamica che, secondo l’ex presidente della Camera, segna una differenza rispetto all’Europa: negli Stati Uniti un movimento di massa ha trovato una forza politica socialista in grado di raccoglierne le istanze.

Al centro della riflessione anche il tema della lotta di classe, che Bertinotti considera tutt’altro che superato. “Nel passaggio di secolo l’hanno vinta i capitalisti. La rivoluzione l’hanno fatta i padroni contro i lavoratori”, ha dichiarato, sostenendo tuttavia che il conflitto sociale non si sia esaurito. Richiamando il pensiero di Marx, ha parlato di segnali che potrebbero indicare la possibilità di una riscossa.

L’analisi si è infine concentrata sulla crisi delle democrazie occidentali e sulla crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Per Bertinotti, una delle cause principali è la sostanziale continuità delle politiche economiche adottate dai governi negli ultimi venticinque anni, indipendentemente dal loro orientamento. “Tutti quelli che sono andati al Governo hanno seguito sostanzialmente la stessa politica, quella del dominio del mercato”, ha osservato. Una scelta che avrebbe contribuito a compromettere la fiducia nelle istituzioni, alimentando anche l’astensionismo: “Metà della popolazione non va più a votare”.

Un processo aggravato, secondo Bertinotti, dalla progressiva centralità degli esecutivi rispetto ai Parlamenti. “Oggi il Governo è il vero collante delle coalizioni”, ha affermato, descrivendo uno scenario in cui il confronto politico si concentra sempre più sulla conquista delle elezioni e sulla permanenza al potere, mentre le assemblee parlamentari perdono peso. Una dinamica che, nella sua lettura, contribuisce ad allontanare ulteriormente la politica dai cittadini e a mettere in crisi il rapporto tra rappresentanti e popolo.

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