Sfonda la porta e cerca di strangolare la moglie davanti ai figli: disposto braccialetto elettronico
Le minacce di morte, le aggressioni e infine le mani strette intorno al collo della moglie, davanti ai figli. Un’escalation di violenza familiare che ha raggiunto il suo punto più grave nel pomeriggio del 25 ottobre, quando soltanto l’intervento della madre della vittima ha permesso alla donna di sottrarsi alla presa del marito. La vicenda si è consumata a Quattro Castella, nel Reggiano. Protagonista un uomo di 51 anni, nei confronti del quale i carabinieri hanno eseguito una misura cautelare che prevede l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla donna e l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’ultimo episodio sarebbe nato da un litigio. Durante il diverbio, l’uomo avrebbe insultato la moglie, apostrofandola come “incapace e inutile“. La donna, per sottrarsi alla discussione, si era rifugiata in cucina insieme alla madre, chiudendo la porta. Ma il marito avrebbe sfondato l’ingresso, raggiungendole e afferrando la moglie alla gola con entrambe le mani. A interrompere l’aggressione è stata l’anziana madre, che si è frapposta tra i due, consentendo così alla figlia di liberarsi.
Dopo l’episodio, il 51enne si sarebbe allontanato dall’abitazione portando temporaneamente con sé i figli minorenni. Nel frattempo, la richiesta di aiuto al 112 ha fatto intervenire i carabinieri, che hanno trovato la casa danneggiata e la donna ferita. La vittima è stata accompagnata al pronto soccorso. È quindi scattato il codice rosso. La donna, insieme ai due figli e alla madre, è stata trasferita in una struttura protetta. Dopo la formalizzazione della denuncia, le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Quattro Castella hanno ricostruito un quadro di condotte persecutorie e violente, sfociato nella misura cautelare per lesioni personali aggravate e minaccia grave.
Gli altri casi: maltrattamenti a Venezia e Palermo
Dalla provincia di Reggio Emilia a quella di Venezia, un altro provvedimento cautelare riguarda un 63enne di Mirano, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. Secondo quanto denunciato dalla donna, l’uomo avrebbe messo in atto nel tempo una serie di violenze verbali, ingiurie, comportamenti di controllo e umiliazioni. In un’occasione avrebbe anche sgonfiato le gomme dell’automobile della moglie, arrivando a minacciare di incendiarla. Per lui sono stati disposti l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico. La misura è stata eseguita dai carabinieri di Mirano.
Un terzo episodio arriva dalla provincia di Palermo. Un uomo di 64 anni, residente nel capoluogo siciliano, dovrà mantenere una distanza di almeno mille metri dalla compagna e dai luoghi da lei abitualmente frequentati. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese su richiesta della Procura, prevede anche l’applicazione del braccialetto elettronico. La denuncia della donna ha dato avvio alle indagini dei carabinieri di Bagheria, che avrebbero ricostruito una situazione di maltrattamenti fisici e psicologici iniziata nel 2019 e definita dagli investigatori “allarmante”.