Il mondo FQ

Da Usa e Brasile una bella lezione al fascismo globale. E anche per chi vorrebbe osare vincere

Quali insegnamenti trarre da tali esperienze? Certamente coniugare radicalità e concretezza, come affermato anche da Elly Schlein
Da Usa e Brasile una bella lezione al fascismo globale. E anche per chi vorrebbe osare vincere
Icona dei commenti Commenti

Nel giro di una settimana o poco più il panorama politico mondiale è cambiato radicalmente grazie a due popoli, quello brasiliano e quello statunitense, che hanno spazzato via i fascisti nelle piazze e nelle urne.

Ne è uscito definitivamente ammaccato e direi anzi knockout il signor Donald Trump, nemico pubblico numero uno dell’umanità nella fase storica che stiamo attualmente vivendo, quella dell’agonia irreversibile dell’imperialismo occidentale, caratterizzata dall’emergere di guerra, razzismo, diseguaglianze crescenti e devastazione ambientale come soli suoi contenuti qualificanti. Per non parlare della sua squallida marionetta, il signor Flavio Bolsonaro, in fuga dal suo Paese per non essere arrestato per vari delitti.

Fino a ieri costoro erano vilmente osannati dai principali esponenti della destra italiana, da Meloni a Salvini, e adulati in modo davvero indecente da personaggi squallidi e indegni come il Segretario generale della Nato Mark Rutte, il quale era solito chiamare Trump col nomignolo affettuoso di “paparino”, e vari presunti leader europei.

Certo il lavoro per ripulire la classe dirigente occidentale da Trump e dalla folte coorte dei suoi servi è appena cominciato e durerà ancora a lungo. Né possono escludersi sanguinosi colpi di coda, come quelli minacciati a ogni pié sospinto da Netanyahu, criminale terrorista e genocida che continua ad ammorbare lo scenario politico israeliano e mediorientale e sembra sempre più disposto a scatenare la Terza Guerra Mondiale pur di non dover rispondere dei numerosi crimini di vario genere di cui è giustamente accusato.

Ma intanto i popoli hanno vinto e tutti dobbiamo prenderne atto. Hanno vinto i popoli plurali dell’Occidente, con il ruolo determinante di migranti, indigeni, afro, Lgbt, ispanici, islamici, parti sempre più orgogliose e costituenti di nuove formazioni statali che siano effettivamente democratiche e tendenzialmente socialiste e aspirino a un nuovo ordine mondiale da costruire in modo pacifico e cooperativo con la Cina e tutti i Brics. E hanno vinto i popoli che resistono pagando un caro prezzo in termini di vite umane e infinite sofferenze.

Quello palestinese, tuttora vittima del più infame ed esteso genocidio del terzo millennio ad opera di Netanyahu e dei suoi complici occidentali, con in prima fila Meloni & C., ma irriducibile nelle sue richieste di vita e autodeterminazione e che è riuscito a portare ben diciotto suoi rappresentanti, che risulteranno politicamente decisivi, fin dentro la Knesset.

Quello cubano, assoggettato al crudele bloqueo di Trump e Rubio (l’altro grande e definitivo perdente delle elezioni statunitensi), ma porta avanti caparbiamente il proprio progetto di sovranità nazionale e popolare. Quello iraniano, che ha saputo mettere le proprie istanze di dignità ed unità nazionale momentaneamente al di sopra delle legittime critiche al regime, e ha inflitto una sconfitta storica a Trump e alla sua congrega di arroganti macellai.

A tutti costoro dobbiamo la sconfitta, che dobbiamo trasformare in pesante e definitiva, del fascismo globale incarnato da Donald Trump & C. Un passaggio storico certamente determinante per ridisegnare gli equilibri politici mondiali rilanciando le ragioni dell’umanità. Entro il prossimo anno l’Italia dovrà costituire un ulteriore terreno di verifica delle ipotesi politiche che si sono trionfalmente affermate in Brasile e negli Stati Uniti.

Quali insegnamenti trarre da tali esperienze? Certamente coniugare radicalità e concretezza, come affermato anche da Elly Schlein. Ma, per tradurre in pratica questa importante ma generica affermazione, occorre portare avanti con determinazione una totale soluzione di continuità con le più o
meno disastrose esperienze governative degli ultimi anni, che si sono caratterizzate per l’osservanza dei dettami del capitale interno e internazionale, sintetizzati dalla dottrina Draghi, e per il rispetto dei limiti invalicabili che costituiscono l’effetto del triste vassallaggio italiano e dell’asservimento del nostro Paese ai dementi che capeggiano lo schieramento occidentale.

Il principale di costoro ha subito un durissimo colpo nelle elezioni statunitensi di midterm, altri, come von der Leyen, Macron e Merz sono destinati a seguirlo. Ma negli Stati Uniti come in Brasile la sconfitta della destra si è accompagnata a un’affermazione chiara ed evidente delle ragioni della sinistra, ovvero della stragrande maggioranza sugli interessi di pochi oligarchi, per riprendere le parole del senatore democratico texano Talarico.

In Italia invece scontiamo ancora l’esistenza di uno iato preoccupante tra il forte movimento di massa, studentesco, operaio e popolare, che si esprimerà con forza crescente nei prossimi mesi, e un ceto politico di opposizione decotto e squalificato, ancora deturpato dalla presenza di personaggi come Renzi, Gentiloni e Guerini.

Liberarsi di costoro per esprimere in modo contundente le esigenze popolari in materia di pace, ambiente, reddito e servizi sociali costituisce oggi più che mai, dopo la vittoria di Lula e la disfatta di Trump, una condizione indispensabile per andare avanti, per mandare a casa Meloni & C. e tornare a fare dell’Italia un Paese in cui sia degno vivere e del quale non vergognarsi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione