Altieri all’Anac, ecco la forma di Stato che ha in mente la destra: chi comanda non ha limiti
Con la nomina di Nuccio Altieri alla guida dell’Anac la destra continua lo stravolgimento subdolo della Costituzione: dopo la sconfitta al referendum sulla magistratura Meloni&C. hanno imparato la lezione ed ora la dottrina è “dimmi che te ne freghi della separazione tra i poteri, senza dirmi che te ne freghi della separazione tra i poteri”.
L’Anac rappresenta uno dei presidi più qualificanti dell’assetto istituzionale italiano, che ha sviluppato un sistema di Autorità pubbliche indipendenti (!) dall’Esecutivo con il compito di vigilare sull’esercizio del potere in alcuni gangli essenziali della vita democratica del nostro Paese. L’idea è semplice e rivoluzionaria al tempo stesso e rappresenta l’essenza liberale della concezione dello Stato di diritto: il potere serve ma va controllato sempre, altrimenti tende per natura a diventare abusante. Gli anglosassoni che sono i profeti della democrazia liberale sintetizzano questa impostazione con il motto “check and balance”: controlli e contrappesi, soltanto così la democrazia sviluppa anticorpi contro l’abuso di potere e la deriva sempre incombente verso regimi autoritari.
Per questo non soltanto la magistratura, potere costituzionale, deve essere autonoma ed indipendente, non soltanto il Parlamento, altro potere costituzionale, svolge una importante funzione di sindacato ispettivo nei confronti del governo (si pensi alle annunciate inchieste da parte dei dem negli Usa dopo il successo elettorale al Congresso ed al Senato), ma lo Stato si dota di ulteriori Autorità che rafforzano la dinamica complessiva dei “controlli&contrappesi”. In Italia abbiamo ormai un numero significativo di queste Autorità, quella che vigila sulle comunicazioni, quella che vigila sul trattamento dei dati sensibili, quella sul mercato e la concorrenza, quella sulla borsa…
Da circa un decennio, era il 2014, abbiamo anche l’Anac ovvero l’Autorità che vigila sulla gestione della spesa pubblica, centrale e locale, che avviene attraverso il contratto pubblico in tutte le sue forme (dall’appalto in giù). Il primo presidente dell’Anac dal 2014 fu il magistrato Raffaele Cantone, tanto per dire, cioè una persona che per professionalità e per integrità rappresentava di per sé una garanzia: insomma la persona giusta al posto giusto. Stessa cosa che si può dire per il presidente uscente di Anac cioè Giuseppe Busia, giurista serio ed apprezzato, che non ha mai fatto mancare la sua critica puntuale ed argomentata alle scelte del governo che smantellavano gli ancoraggi di legalità all’interno della Pubblica Amministrazione (dall’abrogazione dell’abuso d’ufficio, fino alla liberalizzazione nella gestione di appalti e subappalti).
Il governo Meloni non ha fatto mistero di non sopportarlo. Ora la nomina di Altieri è la conseguenza più nitida e coerente: la destra ha in testa una forma di Stato nella quale chi vince non ha limiti nell’esercizio del potere. Quando parliamo di svolta illiberale progettata dalle destre nazionaliste, parliamo di questo. Hanno provato con la via maestra, cioè la riforma della Costituzione (il primo dei “limiti” all’esercizio del potere), con la legge Nordio-Meloni sulla così detta “separazione delle carriere” tra i magistrati, ma quindici milioni di italiani hanno risposto “No, grazie!”. Hanno capito l’antifona ed hanno cambiato strategia: svuotare la Costituzione di fatto senza più cambiarla formalmente.
In questo senso va letta la Legge elettorale approvata con le consuete forzature: il meccanismo è tale da ridurre il Parlamento a “corte” del Presidente del Consiglio, ipotecando pesantemente i più importanti organi di garanzia costituzionale: il Presidente della Repubblica (primo magistrato) e la Corte Costituzionale. Svuotare di credibilità le Autorità di garanzia va nella medesima direzione e la nomina di Altieri a questo serve. Altieri uomo organico alla destra, già parlamentare con Forza Italia, passato poi alla Lega di Salvini e diventato negli anni uomo “loro” in Leonardo. Insomma: sarebbe come mettere alla Difesa un lobbista di armi!