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Inchiesta “Ground Zero”, la Corte dei Conti sequestra più di 13 milioni di euro: sono i danni erariali della compravendita di sentenze tributarie a Salerno

L'inchiesta della procura contabile campana e della Gdf ha colpito cinque protagonisti della vicenda giudiziaria esplosa nel maggio 2019
Inchiesta “Ground Zero”, la Corte dei Conti sequestra più di 13 milioni di euro: sono i danni erariali della compravendita di sentenze tributarie a Salerno
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Vi ricordate “Ground Zero” a Salerno? È una inchiesta nata nel 2019 sulla compravendita di sentenze tributarie, conclusa con alcune condanne definitive. Ed ora arriva, inesorabile, la magistratura contabile a rastrellare il bottino degli indagati.

La Procura della Corte dei conti della Campania – pm Davide Vitale, vice procuratore Gianluca Braghò, procuratore Giacinto Dammicco – ha notificato un invito a dedurre e ha disposto un sequestro conservativo di 13 milioni e 700 mila euro nei confronti di cinque attori di quella vicenda: gli ex giudici tributari Fernando Spanò e Giuseppe De Camillis, un altro magistrato tributario che non era più in servizio all’epoca dei fatti, Stefano Teodoro Tascone, e due ex dipendenti della commissione tributaria, Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino. Per Spanò e De Camillis la Cdc ha sequestrato anche beni immobili, per gli altri tre è stato disposto il solo blocco dei conti correnti.

Perché l’operazione fu chiamata “Ground Zero”? Secondo le accuse, questo sistema corruttivo aveva favorito grandi società e imprenditori che in cambio di mazzette avrebbero ottenuto l’annullamento totale di enormi debiti con l’Erario, portandoli di fatto a “zero”.

L’invito a dedurre della Cdc arriva al termine del lavoro di ricostruzione svolto dal Nucleo Pef della Finanza di Salerno, che ha messo in ordine tre profili di danno erariale: “danno da tangente, danno all’immagine e danno da disservizio”. La procura erariale ha approfondito invece il tema del “danno patrimoniale conseguente ai mancati introiti fiscali in ragione di sentenze favorevoli ai contribuenti, viziate da interferenze illecite cagionate da patti corruttivi in atti giudiziari”. Una novità sotto il profilo investigativo, conquistata anche attraverso perizie.

Gli arresti del Gip di Salerno di sette anni fa accesero un faro su dieci episodi corruttivi, “prezzolati accordi illeciti intervenuti fra professionisti, legali rappresentanti delle società verificate, segretari di Sezione, Giudici e Presidente della IV Sezione della C.T.R. di Salerno, tesi a condizionare favorevolmente e pilotare gli esiti dei giudizi tributari, con l’ineludibile risultato di annullare gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate competente per territorio nei confronti delle società verificate”. Nelle telefonate i soldi erano indicati come “mozzarelle” o “formaggio”.

Già dai verbali e dalle confessioni acquisiti dalla magistratura penale era emerso – secondo i pm contabili – “un quadro sconfortante di diuturno e ben collaudato mercimonio della funzione giurisdizionale”.

Una parte del lavoro ha poi quantificato il danno di immagine dalla “vastissima eco mediatica” dei 14 arresti eseguiti nel maggio 2019. La Cdc ha acquisito e messo agli atti i riferimenti ai servizi televisivi e di stampa del periodo. Si citano la Repubblica, Il Mattino, Sky Tg24, Il Giornale, Salerno Today, Ansa. Ce ne occupammo anche noi sul sito del Fatto. “Uno scempio della reputazione all’amministrazione della giustizia tributaria”, secondo i pm contabili. I cinque raggiunti dall’invito potranno controdedurre a queste accuse, e far valere le loro ragioni, entro un mese. Poi verrà fissata l’udienza.

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