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Stellantis non riapre Mirafiori: un mese di fila di chiusura e cassa integrazione per 1.000 operai. Stop anche a Pomigliano

L'azienda ha comunicato che il reparto carrozzeria resterà fermo fino al 15 novembre: l'ultima Fiat 500 è stata montata a metà ottobre. La Fiom: "La mancanza di pezzi è un alibi"
Stellantis non riapre Mirafiori: un mese di fila di chiusura e cassa integrazione per 1.000 operai. Stop anche a Pomigliano
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Mirafiori non riapre. Stellantis prolunga di un’altra settimana lo stop al reparto carrozzeria. La motivazione, anticipata negli scorsi giorni, è la mancanza di un componente del motore montato dalla Fiat 500 che viene fornito da Marelli, azienda che Exor aveva nel suo perimetro industriale e ha poi venduto. Per lo stesso motivo, si ferma anche Pomigliano d’Arco. Per la Fiom, la scarsità di pezzi è “un alibi” per Torino: più banalmente, sostiene il sindacato, il mercato non apprezza il modello e quindi la società dirotta i motori verso le fabbriche dove vengono prodotte auto più richieste.

Con la settimana di chiusura dal 9 al 15 novembre, Mirafiori arriva a un mese consecutivo di fermo produttivo. L’ultimo giorno lavorato sulle linee della 500 risale al 16 ottobre. Stellantis aveva annunciato due settimane di cassa integrazione, quindi aveva prolungato lo stop fino al 6 novembre e ora allunga la serrata. E, come annunciato dalla stessa società guidata da Antonio Filosa, la situazione potrebbe proseguire fino alla fine del 2026.

Lo stop interesserà, nello stesso periodo, anche lo stabilimento campano di Pomigliano. Gli addetti al montaggio resteranno a casa da lunedì a venerdì, con la copertura del contratto di solidarietà. Il reparto stampaggio-lamiera, invece, non lavorerà al completo da lunedì a giovedì e venerdì 13 sarà del tutto chiuso. A Torino, resteranno a casa circa 1.000 operai impiegati nel reparto carrozzerie, il cuore della fabbrica, quello dove si montano le Fiat 500, ibrida ed elettrica, l’unico modello assegnato al sito torinese. “L’azienda voleva la firma dei sindacati, ma noi abbiamo chiesto che ci fosse la maturazione del rateo di ferie e di permessi così come era previsto prima, visto che si supererà verosimilmente il 50% dei giorni non lavorati nel mese”, spiega Gianni Mannori, responsabile della Fiom Mirafiori. “L’azienda non lo ha messo e nessuna sigla ha firmato la cassa integrazione”.

Per Mannori la motivazione dei pezzi “è un alibi”, quando si parla di Mirafiori: “Il problema esiste per altri stabilimenti che producono una vettura (la Pandina, ndr) che vende, come Pomigliano, ma non è sicuramente questo il caso di Mirafiori con la 500. La situazione diventa sempre più problematica e drammatica se non arriva subito un altro modello”. Stellantis aveva aperto a questa possibilità nelle scorse settimane, avvisando che una nuova assegnazione sarebbe però legata a un abbattimento dei costi, in particolare energetici, da parte del governo.

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