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Delitto di Villa Pamphili, Francis Kaufmann condannato all’ergastolo: “Uccise compagna e figlia di 11 mesi”

I giudici della Corte d'Assise di Roma hanno disposto anche tre anni di isolamento diurno e un risarcimento di 100mila euro per ciascuna vittima da corrispondere ai familiari. L'Associazione Differenza Donna: "È l'ennesimo femminicidio che poteva essere evitato"
Delitto di Villa Pamphili, Francis Kaufmann condannato all’ergastolo: “Uccise compagna e figlia di 11 mesi”
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È arrivato l’ergastolo per Francis Kaufmann alias Rexal Ford, il cittadino americano accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di appena 11 mesi. È la condanna pronunciata dalla Prima Corte d’Assise di Roma per la morte della donna e della bambina, i cui corpi furono ritrovati il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili nella Capitale. I giudici hanno disposto anche tre anni di isolamento diurno e un risarcimento di 100mila euro per ciascuna vittima da corrispondere ai familiari.

La condanna arriva al termine del processo nel quale la Procura di Roma, attraverso il sostituto procuratore Antonio Verdi, aveva chiesto il carcere a vita per l’imputato. Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva descritto Kaufmann come una persona “fredda, lucida, manipolatrice”, sostenendo che fosse pienamente capace di intendere e di volere. “Ha una forte e spiccata personalità, ma è un impostore”, aveva affermato il pm.

Di segno opposto la posizione della difesa. Nell’arringa, l’avvocato Paolo Foti aveva chiesto l’assoluzione da entrambi i capi d’imputazione, anche con formula dubitativa. “Non sappiamo troppe cose in questa vicenda, in questo processo manca la prova regina, non ci sono le impronte digitali di Kaufmann sui corpi di madre e figlia”, aveva sottolineato il legale, contestando la solidità del quadro probatorio a carico dell’imputato.

“La sentenza riconosce che Anastasia e Andromeda sono state uccise da un uomo che esercitava su di loro dominio e controllo. Dall’istruttoria è infatti emerso che la loro uccisione rappresenta l’ultimo atto di una serie di condotte violente, di cui tanti testimoni hanno riferito in udienza. Eppure nessuna misura di protezione a tutela della donna e della bambina era stata adottata, nonostante le segnalazioni fatte alle forze dell’ordine” affermano le avvocate di Differenza Donna Teresa Manente e Rossella Benedetti che hanno rappresentato l’Associazione nel processo contro Francis Kaufmann.

“Hanno prevalso – aggiungono – stereotipi e pregiudizi: anche quando è stato fermato dalle forze dell’ordine, in quanto cittadino americano nei suoi confronti nulla è stato fatto. È l’ennesimo femminicidio che poteva essere evitato. Per questo chiediamo con forza la specializzazione e la formazione obbligatoria e continua di tutte le figure professionali che intervengono nei casi di violenza nei confronti delle donne perché sappiano riconoscere i segnali di pericolo, valutare il rischio e intervenire tempestivamente per proteggere le donne e i loro figli e figlie”.

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