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Le Prime alla Fenice rischiano di saltare, confermati due scioperi a novembre: “Situazione ormai insostenibile”

Il personale del Teatro veneziano ha confermato oggi, con voto a maggioranza, che gli scioperi sono previsti per il 13 e 28 novembre
Le Prime alla Fenice rischiano di saltare, confermati due scioperi a novembre: “Situazione ormai insostenibile”
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Le Prime alla Fenice sono a rischio. Il personale del Teatro veneziano ha confermato, con voto a maggioranza, gli scioperi previsti per il 13 novembre, quando ‘Fedora‘ di Umberto Giordano aprirà la stagione lirica, e per il 28 novembre, in occasione del concerto di Riccardo Frizza che inaugurerà la stagione sinfonica. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea generale dei lavoratori, riunita dopo l’ultimo tentativo di confronto con la Direzione della Fondazione, senza che si riuscisse a raggiungere un’intesa sulle rivendicazioni sindacali.

A confermare ufficialmente la mobilitazione è la Rappresentanza sindacale unitaria del Gran Teatro La Fenice, che in un documento parla di una situazione ormai insostenibile. “L’Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori ha votato a schiacciante maggioranza la conferma dei due scioperi”. La bocciatura delle proposte avanzate dalla Sovrintendenza è netta. “Ci dispiace profondamente constatare l’ennesima incapacità di questa Direzione di comprendere la gravità della situazione e il livello di malumore raggiunto all’interno del Teatro”, scrive la Rsu, giudicando la proposta presentata “del tutto insufficiente e fumosa, un tentativo di risolvere questioni strutturali con soluzioni di facciata che non offrono alcuna garanzia reale per il futuro del personale e della Fondazione”.

Nel mirino delle maestranze non c’è soltanto la componente economica della vertenza. I lavoratori contestano soprattutto l’assenza di un cambio di passo nella gestione del Teatro, la mancanza di trasparenza sull’organigramma e sui bandi per i ruoli chiave, oltre alle criticità organizzative e gestionali più volte denunciate. “Non c’è alcun cambio di passo sulla governance del Teatro, nessuna trasparenza sull’organigramma e sui bandi per i ruoli chiave, né la volontà di affrontare concretamente le criticità organizzative e gestionali più volte denunciate dalle maestranze”, sottolinea la Rsu, che conclude: “La dignità dei lavoratori, la sicurezza e la trasparenza gestionale non si comprano e non sono negoziabili”.

La Direzione aveva sottoposto alla Rsu una proposta scritta, accompagnata da una comunicazione del sovrintendente Nicola Colabianchi ai dipendenti, con chiarimenti sugli aspetti contrattuali sollevati dai lavoratori. Un tentativo che non ha però convinto l’assemblea. Colabianchi ha espresso “amarezza e rammarico” per la decisione dei dipendenti, manifestando innanzitutto preoccupazione per le conseguenze sul pubblico e sugli abbonati, che rischiano di non poter assistere a due appuntamenti centrali della vita culturale veneziana. “Un’eventuale cancellazione avrebbe conseguenze artistiche, organizzative ed economiche rilevanti per la Fondazione e comprometterebbe il compimento di mesi di lavoro di tutte le componenti del Teatro, alle quali rinnovo il mio riconoscimento”, ha dichiarato il sovrintendente.

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