“Ho avuto la sensazione che l’umanità smettesse per mezza giornata di essere incattivita, un miracolo indimenticabile”: il racconto di Giacomo Poretti
“Ho avuto la sensazione che l’umanità smettesse per mezza giornata di essere incattivita e indifferente cercasse di provare ad essere empatica con tutti quegli sconosciuti, poi tutto probabilmente è ritornato come prima”. Con queste parole Giacomo Poretti ha descritto la sua esperienza alla Maratona di New York. Domenica primo novembre il comico del Trio è riuscito a 70 anni a completare per la prima volta i 42 km: “Sono arrivato al traguardo tenendomi per mano con mia moglie, nostro figlio era arrivato tre ore e mezzo prima”.
Poretti infatti è stato convinto dalla moglie Daniela Cristofori a partecipare alla Maratona di New York: dopo mesi di preparazione, missione compiuta. Alla faccia degli storici colleghi Giovanni e Aldo, che nei film e negli spettacoli gli avevano sempre ritagliato il ruolo del sedentario. Ha disputato la maratona con una maglia con la scritta Jack, storico tributo anche al film La leggenda di Al, John e Jack, che ha sempre definito il suo preferito.
“È stata un’esperienza inimmaginabile: i quasi 70.000 partecipanti sono stati sostenuti, incoraggiati, simpaticamente e affettuosamente per tutti i 42 km”, ha scritto Giacomo Poretti in un post condiviso su Instagram. Poi ha aggiunto: “C’erano più di un milione di persone a fare tutto ciò e oltre al sostegno rumoroso e festoso ci hanno offerto caramelle, banane, acqua, dolci, fazzoletti e sorrisi”. Un clima che ha colpito Poretti: “Mezza giornata di concordia, di allegria e solidarietà collettiva: un miracolo indimenticabile“.