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Ultimo aggiornamento: 14:04

Voci di Gaza – La lotta per la sopravvivenza degli agricoltori palestinesi: “La guerra mi ha portato via i campi che ho ereditato da mio padre”

Il 75% delle terre coltivate a Gaza è distrutto. La testimonianza raccolta da Oxfam
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Due anni di bombardamenti a tappeto hanno distrutto anche terreni, raccolti e bestiame, condannando i tanti agricoltori palestinesi a una lotta per la sopravvivenza. Secondo la Fao il 75% delle terre coltivate e degli oliveti è stato danneggiato o distrutto, con una perdita immensa per migliaia di agricoltori, e anche l’impossibilità di procurarsi prodotti freschi per altrettante famiglie. Solo il 3% dei campi risulta accessibile. E a questo si aggiunge un esorbitante aumento dei costi degli attrezzi, dei fertilizzanti e dei concimi agricoli. In questa testimonianza raccolta dagli operatori Oxfam dentro la Striscia, Mohammed lancia a un appello a chi si occuperò della ricostruzione: “Chiedeteci di cosa abbiamo bisogno, siamo noi a pagarne il prezzo”. La famiglia di Mohammed lavora la terra da generazioni. “Ho imparato tutto da mio padre e mia madre. Lavoro nei campi da quando ho sette anni. La mia terra era piena di coltivazioni. Poi è scoppiata la guerra e quando siamo tornati era tutto distrutto. Non c’era più casa, né terreni da cui trarre sostentamento. Non avevamo più nulla”.

Questo racconto fa parte di ‘Voci di Gaza’, una serie di testimonianze degli operatori e dei manager di Oxfam a Gaza che ilfattoquotidiano.it ha iniziato a pubblicare regolarmente a ottobre 2023, per avere un racconto in prima persona da parte dei civili che si trovano nella Striscia. Sono loro infatti che hanno pagato, e stanno ancora pagando, il prezzo più alto.

LA CAMPAGNA –Oxfam ha lanciato la petizione “Stop al blocco” per chiedere al governo israeliano di far entrare gli aiuti umanitari a Gaza in modo imparziale, neutrale e indipendente. “Il governo israeliano continua a ostacolare l’ingresso agli aiuti umanitari e del materiale necessario a ripristinare i servizi di base nella Striscia di Gaza, nel pieno disprezzo della vita e del diritto internazionale umanitario. Negare il cibo, l’acqua, il carburante e l’elettricità alla popolazione di Gaza è un crimine di guerra e contro l’umanità” (QUI IL LINK PER ADERIRE)

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