Il mondo FQ

L’attacco ai frigo è una sentinella: questo sistema energivoro ci rende fragili

Bisognerebbe cambiare modo di pensare. Non tanto "vado in un posto dove trovo tutto" ossia il supermercato, senza riflettere su come e dove quel cibo è prodotto e arriva
L’attacco ai frigo è una sentinella: questo sistema energivoro ci rende fragili
Icona dei commenti Commenti

Ieri mattina il giornalista Gianluca Nicoletti, conduttore di Melog su Radio24, ha dedicato una puntata all’attacco hacker ai frigoriferi di paesi europei e anche italiani. Il taglio era interessante perché il giornalista parlava soprattutto di un attacco emotivo, di una ferita emotiva. In altri termini: di una paura, perché quello che è accaduto è andato a toccare ovviamente una corda intima, quella dell’approvvigionamento del cibo. E non è a caso che gli hacker, chiunque siano (al momento si stanno vagliando varie ipotesi), proprio quello volevano ottenere: creare panico, destabilizzare le persone, le famiglie, i comuni cittadini.

Il fatto è che la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è in fondo il perno delle nostre vite. È il luogo dove entriamo tutti i giorni (oppure, anche, ordiniamo on line, sempre da lì), e dove compriamo grossomodo tutto quello che ci occorre, ormai anche frutta e verdura, pesce, e cose che un tempo si acquistavano al mercato. È un luogo che con i suoi caroselli sugli sconti, i volantini e tutto il marketing ha cercato di tenere i prezzi accessibili alle persone, strozzando però i contadini e tutti gli intermediari precedenti, ma che oggi non riesce più in nessun modo a contenere un’inflazione galoppante, che ha “invaso” anche le corsie del supermercato, con frutta e verdura anche a cinque/sette euro al chilo e prodotti in media di tre euro ciascuno.

Questi attacchi hanno mostrato l’enorme fragilità di questo modello super energivoro (solo per tenere fresco l’ambiente e i cibi occorre moltissima energia). Un modello che, però, non riguarda solo i supermercati ma anche tantissimi altri aspetti vitali: la nostra rete elettrica, ad esempio, l’acqua potabile e gli acquedotti, per esempio, in generale tutto ciò che è legato all’elettricità e alla digitalizzazione.

La nostra è una società interamente fondata su un consumo abnorme di energia e incapace di sopravvivere senza. E questo, appunto, è molto pericoloso perché in caso di interruzioni di elettricità rischiamo di rimanere senza acqua, senza cibo, senza riscaldamento e soprattutto senza raffreddamento d’estate, magari quando siamo nel mezzo di un picco di calore e di umidità che il nostro corpo non può tollerare. Non a caso, si suggerisce sempre di tenere in casa, in caso di blackout, torce a batteria, cibo in scatola, soprattutto numerose bottiglie di acqua (se il blackout è generalizzato non funzionano neanche le pompe che fanno arrivare l’acqua al rubinetto), e anche una radio a pile, perché se salta l’elettricità salta anche ogni forma di rete wifi.

Tutto questo, come scrivono da anni esperti di energie alternative, ambientalisti, associazioni, potrebbe essere modificato riducendo la nostra dipendenza da un’elettricità prodotta con fonti fossili e anche una dipendenza dalla GDO. Creare comunità energetiche, installare pannelli ci protegge dai blackout, almeno parzialmente. Comprare il più possibile nei mercati cittadini e nei gruppi di acquisto, se non addirittura coltivare noi qualcosa, ci rende meno vulnerabili ad attacchi come quelli che si sono visti. Svincolarsi dal gas per il riscaldamento, avendo pannelli solari e pompe di calore, è un altro modo per stare sicuri che si resterà al caldo anche se il gas appunto manca.

Per l’acqua, non da bere ma per irrigare ad esempio – anche se esistono sistemi di depurazione di quella piovana -, ci sono le cisterne per raccogliere l’acqua potabile, ovviamente se si ha lo spazio per metterle.

In generale, bisognerebbe cambiare completamente modo di pensare. Non tanto “vado in un posto dove trovo tutto”, senza riflettere su come e dove quel cibo è prodotto e arriva, ma cominciare a interrogarsi sulle catene di produzione e sui modi per sganciarsi da quelle che ci rendono più vulnerabili per andare verso una quantomeno parziale autosufficienza. Che consentirebbe tra l’altro, anche, un grandissimo risparmio.

Il problema è che il sistema attuale non vuole farci cambiare mentalità né ci aiuta. Anzi, ci spinge massimamente ad adottare comportamenti consumistici, energivori e che al tempo stesso ci rendono completamente dipendenti da un sistema dal quale non riusciamo più a fare a meno. Un sistema che, però, come si è visto, non è neanche sicuro, è anch’esso vulnerabile ed esposto a rischi che possono causare vere e proprie catastrofi, come crisi alimentari, idriche, etc.

Quello che è accaduto in Europa è un fatto grave, una sentinella che non dobbiamo in nessun modo sottovalutare, perché magari la prossima volta il danno potrebbe essere più esteso. Purtroppo, noi abbiamo un governo che non solo non aiuta i cittadini in nessun modo a diventare energeticamente autosufficienti, ma che non ha neanche le competenze per affrontare sfide enormi come quelle che l’IA, la digitalizzazione, unita alla dipendenza energetica e a un modello di consumo che mostra i suoi limiti, ci mettono davanti.

Che almeno si riuniscano e si impegnino a trovare i responsabili e far sì che una cosa del genere non riaccada. Si occupassero, cioè, di problemi seri, invece di fare propaganda sulla pelle degli studenti in piazza, per i quali sono stati impiegati massicci mezzi di polizia e forze dell’ordine col senno di poi del tutto inutili. Non abbiamo bisogno di governi ideologizzati e incapaci di proteggerci, ma di governi che siano all’altezza degli enormi problemi del presente e che sappiano, anche, imboccare la migliore via per uscirne.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione