Midterm, Trump: “Fate finta che ci sia il mio nome sulla scheda. Vinciamo a valanga”. Elettori preoccupati da caro vita, prezzi di cibo e carburante
Un messaggio, probabilmente l’ultimo prima dell’inizio delle votazioni. Ma ne potrebbero seguire anche altri, visto che negli Stati Uniti non esiste il silenzio elettorale e anche a urne aperte possono essere diffusi spot e dichiarazioni dei candidati. Donald Trump, in un intervento telefonico a Fox News, ha incitato i suoi elettori ad andare alle urne. E nonostante i sondaggi diano avanti i democratici alla Camera e anche al Senato – dove alcuni Stati tradizionalmente repubblicani sono diventati contendibili – il presidente Usa ha dichiarato: “Se la nostra gente vota, vinciamo a valanga”. Per incentivare al voto ha inoltre aggiunto: “Devono andare a votare, fingere che io sia sulla scheda elettorale, fate quello che volete, ma dobbiamo votare”.
Nel corso della stessa telefonata, Trump ha parlato anche della guerra in Iran, precisando che “potremmo dover colpire Fordo (sede del principale e più protetto impianto sotterraneo iraniano per l’arricchimento dell’uranio, ndr), non è un problema”. Secondo il tycoon, gli Stati Uniti possono farlo “entro un’ora e in qualsiasi momento vogliano”. Ha aggiunto: “L’Iran non è in una buona posizione per negoziare. Questa non è una guerra, è una guerra molto leggera”. Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, nello stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, alla vigilia delle elezioni di metà mandato, proprio mentre Trump si era mostrato, poco prima, ottimista riguardo ai negoziati con Teheran.
La telefonata alla tv amica dei conservatori arriva al termine di una campagna elettorale in cui il presidente ha partecipato come ospite a decine di comizi in tutto il paese, consapevole di avere registrato negli ultimi mesi indici di gradimento ai minimi storici, con solo il 33% dei cittadini Usa che approva il suo operato. Queste midterm – che rinnoveranno la Camera, un terzo del Senato, eleggono i governatori in 35 Stati, rinnovano 16 Parlamenti statali, oltre a giudici, sceriffi, procuratori distrettuali, sindaci e consiglieri comunali – sono un termometro per misurare il livello di consenso per l’amministrazione in carica. Con ancora due anni di presidenza davanti, il tycoon si trova ad affrontare elezioni potenzialmente cruciali, in un momento difficile per il Partito Repubblicano. La stragrande maggioranza degli elettori ha manifestato preoccupazione riguarda il costo della vita. I prezzi di cibo e carburante sono aumentati vertiginosamente, in parte a causa dei dazi aggressivi imposti dal presidente e dell’impopolare guerra con l’Iran. Tutti questi elementi condizioneranno l’esito elettorale. E i prezzi elevati sono una preoccupazione per gli elettori di tutti gli schieramenti, il che contribuisce a spiegare perché abbia fatto campagna elettorale in territori tradizionalmente repubblicani, apparendo in Iowa e Kansas durante un ultimo weekend di intensa attività elettorale. Il suo partito ha inoltre investito centinaia di milioni di dollari in pubblicità elettorale in queste competizioni tradizionalmente sicure, come la corsa al Senato in Kansas.

I Democratici sono fiduciosi: il partito si presenta alle elezioni con un vantaggio di 9 punti percentuali nelle votazioni generali per il Congresso, secondo un sondaggio della Cnn, e gli analisti hanno costantemente spostato a loro favore le previsioni sui seggi più contesi. I Democratici sono inoltre in vantaggio in cinque importanti corse al Senato, secondo i sondaggi del NYT-Siena. Da parte sua, il Partito Repubblicano si è tutelato con una ridefinizione senza precedenti dei distretti elettorali e sta difendendo i seggi al Senato negli stati a maggioranza repubblicana che hanno votato per Trump per ben tre volte.
Tra i repubblicani serpeggia comunque una forte preoccupazione che l’attuale quadro economico, che li ha resi vulnerabili in competizioni elettorali tradizionalmente sicure, in stati come Texas, Ohio e Kansas. “Gli stati del sud, gli stati del Midwest, il cuore dell’America: è lì che i repubblicani tendono a prosperare”, ha affermato Stephen Hawkins, direttore globale della ricerca presso l’istituto di sondaggi More in Common. “Ma è proprio lì che si stanno svolgendo le elezioni per il Senato, che sono tra le più interessanti in questo momento.” “I luoghi in cui il presidente Trump ha vinto con 10, 12 o 15 punti di vantaggio solo due anni fa nelle elezioni presidenziali, ora sono stati in cui i democratici hanno concrete possibilità di conquistare un seggio al Senato“, ha aggiunto.