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Sanità, pure Bertolaso contro la manovra: “Tagli insostenibili per le Regioni”. Pd: “Smentita la propaganda del governo”

L'assessore lombardo lamenta "quasi mezzo miliardo di euro" di risorse in meno previste nella legge di bilancio: "Significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa"
Sanità, pure Bertolaso contro la manovra: “Tagli insostenibili per le Regioni”. Pd: “Smentita la propaganda del governo”
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“I tagli previsti anche per la sanità in questa fase particolare sono davvero insostenibili per tutte le Regioni, e anche per noi”. Le critiche alla legge di bilancio non arrivano solo dalle opposizioni: anche l’assessore lombardo alla Sanità Guido Bertolaso, membro di peso della giunta di centrodestra guidata da Attilio Fontana. condanna nettamente il calo dell’investimento nel sistema sanitario nazionale in rapporto al Pil. “A noi viene fatto un taglio di quasi mezzo miliardo di euro e questo ovviamente significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa, non far funzionare completamente le case di comunità e gli ospedali di comunità e non incentivare il personale sanitario a lavorare nel pubblico come stiamo cercando di fare”, denuncia l’ex capo della Protezione civile a margine di un evento di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia. “Con questo taglio sarebbe difficile, e speriamo che vi siano dei cambiamenti durante il dibattito” in Parlamento “che ci permettano di programmare anche per il 2027 come abbiamo fatto fino a oggi“.

Naturalmente Bertolaso concede tutte le attenuanti al governo, indicando i soliti capri espiatori per la mancanza di risorse: “La manovra paga il prezzo di anni precedenti che sono stati sciagurati, penso al Superbonus, al Reddito di cittadinanza, a tante spese sostenute dopo il Covid in nome e per conto del Covid, mentre ben altro era quello che si doveva fare per risolvere il problema del Covid. Adesso ci cade addosso tutto questo debito gigantesco e quindi dobbiamo cercare di gestirlo”, dice. Ma non nasconde l’insoddisfazione: “Noi da un lato ci attrezziamo per gestire un eventuale finanziaria che mantenga i numeri che sono usciti dal Consiglio dei ministri, ma dall’altro ovviamente faremo di tutto affinché questo stanziamento venga migliorato, per permetterci appunto di continuare a lavorare bene nel corso dell’anno prossimo”, spiega. L’assessore lamenta anche “un assalto alla diligenza assolutamente inaccettabile da parte di alcune Regioni, che si sono inventate, a esercizio finanziario quasi concluso, un’ipotesi di rimodulazione del fondo sanitario nazionale” penalizzante per le regioni “virtuose” del Nord, tra cui la Lombardia.

Sulle parole di Bertolaso si avventa il Pd: “Se a definire “insostenibili” i tagli alla sanità è l’assessore di una giunta di centrodestra come quella lombarda, il governo Meloni non può più nascondersi dietro la propaganda del fondo record. Le parole di Guido Bertolaso confermano quello che denunciamo da tempo: questa manovra non dà al servizio sanitario pubblico le risorse di cui ha bisogno”, afferma il deputato Marco Lacarra. Per Silvia Roggiani, segretaria regionale del Pd, “è la stessa destra che governa la Lombardia a smentire la propaganda del governo Meloni: mentre si celebrano stanziamenti che non rispondono ai bisogni reali, si prospetta una riduzione delle risorse di quasi mezzo miliardo di euro per la nostra regione. Il conto rischiano di pagarlo ancora una volta i cittadini e il personale sanitario”.

A commentare le parole di Bertolaso anche il capogruppo M5s in Lombardia Nicola Di Marco: “Avvilisce e preoccupa sentire l’assessore aggrapparsi alla retorica dello scaricabarile con i governi precedenti. Le decisioni del governo mettono a rischio la tenuta dei bilanci regionali, ma l’unica risposta che l’assessore è in grado di dare è riattaccare il solito stanco ritornello al quale non crede più nessuno. Parlare di Superbonus e Rdc era una scusa quattro anni fa, ora, dopo un’intera legislatura, è una resa incondizionata all’incapacità dimostrata dal centrodestra al governo. Bertolaso e Fontana la smettano di parlare e comincino a occuparsi realmente delle liste d’attesa infinita, di medicina territoriale, dei bisogni del personale sanitario”, incalza.

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