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Bulgaria, Yliana Yotova confermata presidente. Socialista ed europeista, promuove l’approccio diplomatico con la Russia: chi è

L'ex giornalista ed eurodeputata 62enne continuerà a guidare il Paese sostenendo l'approccio pragmatico che ha contraddistinto la Bulgaria negli ultimi anni, soprattutto su temi che stanno tornando di primaria importanza come l'approvvigionamento energetico dell'Europa e, di conseguenza, la possibilità di acquistare gas e petrolio russi
Bulgaria, Yliana Yotova confermata presidente. Socialista ed europeista, promuove l’approccio diplomatico con la Russia: chi è
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Yliana Yotova sarà ancora presidente della Bulgaria. La candidata socialista, subentrata a Rumen Radev lo scorso gennaio, ha vinto al ballottaggio, raccogliendo tra il 51% e il 58% delle preferenze a seconda delle proiezioni, contro l’ex premier indipendente Andrei Ghiurov, che si è fermato al 38-44%. Un a vittoria che segna una continuità nelle politiche bulgare, sia nel rapporto con l’Unione europea sia su un tema ormai tornato centrale da anni nelle discussioni a Bruxelles come il dialogo con la Russia. Una vittoria, quella della presidente riconfermata, che perde di forza se si guardano i dati sull’affluenza che hanno fatto registrare numeri veramente bassi: solo il 29% degli aventi diritto si è recato alle urne. Yotova ha ricevuto anche le congratulazioni della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: “Dalla sicurezza e difesa alla nostra competitività e indipendenza energetica, attendo con impazienza di continuare il nostro lavoro congiunto – ha scritto la capa di Palazzo Berlaymont su X – Per una Bulgaria forte in una forte Europa”.

L’ex giornalista ed eurodeputata 62enne continuerà a guidare il Paese sostenendo l’approccio pragmatico che ha contraddistinto la Bulgaria negli ultimi anni, soprattutto su temi che stanno tornando di primaria importanza come l’approvvigionamento energetico dell’Europa e, di conseguenza, la possibilità di acquistare gas e petrolio russi. Pur mantenendo un approccio europeista e filo-atlantista, Sofia, più esposta alle conseguenze delle sanzioni sull’energia di Mosca come altri Paesi dell’est Europa, ha più volte ribadito la necessità di rilanciare il dialogo diplomatico con la Federazione, oltre a manifestare contrarietà riguardo, come detto, alle sanzioni e all’aiuto militare all’Ucraina, ritenuti un ostacolo al dialogo con la Russia di Vladimir Putin.

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