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Trump annulla i comizi in Kansas e Iowa, ma poi ci ripensa dopo le speculazioni sulla sua salute

Il presidente aveva dichiarato che la decisione di non partecipare non aveva nulla a che fare con le prospettive elettorali dei candidati repubblicani né con la sua stessa resistenza fisica
Trump annulla i comizi in Kansas e Iowa, ma poi ci ripensa dopo le speculazioni sulla sua salute
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Niente comizio in Kansas e neppure in Iowa per Donald Trump. Poche ore dopo, però, il tycoon ci ripensa. A pochi giorni dalle elezioni di metà mandato, il presidente americano, secondo quanto riferito da Cnn, aveva deciso di dare forfait in due stati da decenni solidamente repubblicani ma che per queste midterm sono ritenuti contendibili e non più sicuri per il Gop. Le ragioni dietro l’annullamento degli appuntamenti non sono state rese note, ma al loro posto il presidente aveva messo in programma fino a 20 comizi telefonici.

Una mossa che, però, aveva presto scatenato i commentatori americani e fatto dubitare delle condizioni di salute del capo della Casa Bianca che, così, avrebbe avuto come unico evento in presenza il comizio in Florida. Voci che non saranno piaciute a Trump che, riferisce sempre la tv americana, ha di nuovo stravolto i programmi ricalendarizzando i due appuntamenti.

Il presidente aveva dichiarato che la decisione di cancellare l’evento in Kansas non aveva nulla a che fare con le prospettive elettorali dei candidati repubblicani né con la sua stessa resistenza fisica, arrivando a rimproverare un giornalista della Reuters che gli aveva chiesto informazioni sul suo stato di salute. In Kansas e in Iowa il tycoon rischia di pagare gli effetti della sua guerra in Iran, che ha fatto aumentare il prezzo dei carburanti, un’impennata che pesa sugli agricoltori dei due stati. Il presidente rischia di pagare dazio anche in South Carolina, altro stato fortemente repubblicano, per aver imposto come successore ad interim del defunto senatore Lindsey Graham con la sorella Darline, che non ha alcuna esperienza politica.

Intanto, il Texas resta lo Stato su cui puntano maggiormente i democratici, nella speranza di conquistare un seggio al Senato che manca loro da 33 anni. È quanto emerge, secondo Axios, da un briefing riservato del Senate Majority Pac, il principale comitato di finanziamento elettorale democratico impegnato nella corsa per il Senato, con alcuni dei suoi maggiori finanziatori. Il presidente dell’organizzazione, Jb Poersch, avrebbe espresso fiducia nella possibilità di riconquistare la maggioranza alla Camera alta, indicando proprio il Texas come lo Stato in cui i democratici avrebbero le maggiori possibilità di strappare un seggio ai repubblicani, seguito dall’Ohio. Anche Iowa e Alaska vengono considerati alla portata, mentre persino il Kansas, tradizionale roccaforte repubblicana, sarebbe diventato contendibile.

Per riconquistare il controllo del Senato, i democratici dovrebbero conquistare almeno due dei quattro seggi in palio in Texas, Ohio, Iowa e Alaska, vincere anche in North Carolina e Maine e difendere il seggio del Michigan. Una sfida tutt’altro che semplice, considerando che Donald Trump aveva vinto tutti e quattro gli Stati nel 2024 con margini superiori ai dieci punti percentuali. In Texas, dove l’ultimo democratico eletto al Senato fu Lloyd Bentsen nel 1988, per i sondaggi il candidato James Talarico risulta in leggero vantaggio sul repubblicano Ken Paxton. “Ci sono segnali di ottimismo in Texas, ma la corsa resta incerta, così come in Iowa, Ohio e Alaska”, ha dichiarato Lauren French, portavoce del Senate Majority Pac.

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