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Meloni urla “vergogna” ai giudici: ma lo specchio guarda dal lato sbagliato

La sconfitta referendaria li ha mandati al manicomio, vogliono la rivincita
Meloni urla “vergogna” ai giudici: ma lo specchio guarda dal lato sbagliato
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“Vergogna, vergogna”, ha urlato, con faccia stravolta e toni alterati, ancora una volta ha insultato i magistrati, la divisione dei poteri, la Costituzione antifascista. Il suo “vergogna”, paradosso nel paradosso, era rivolto contro chi ha scarcerato Youssef Siher, accusato di essere capo, mandante, teorico della sovversione, attraverso il suo blog e i messaggi lanciati il giorno dopo gli scontri milanesi. Avevamo in casa il capo di una rivoluzione armata e violenta e nessuno se ne era accorto?

Nel frattempo fascisti di ogni risma si infiltrano, provocano, pestano, ma i governanti indicano al pubblico ludibrio studentesse e studenti in lotta per la difesa della scuola pubblica, oppure identificano e portano in questura gli studenti del Tufello.

Nel mirino ogni pensiero critico, torna il fermo preventivo, si aggrediscono e insultano i magistrati.
La sconfitta referendaria li ha mandati al manicomio, vogliono la rivincita, hanno giocato la carta della legge elettorale truffa per garantire la maggioranza ad una minoranza, per “conquistare” il Quirinale e tutte le istituzioni di garanzia.

Quel “vergogna, vergogna” non dovrebbe scagliarlo contro i giudici, ma urlarlo con sdegno e forza davanti allo specchio di casa sua.

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