La premier Meloni accusa la gip ma afferma il falso: “Siher ha organizzato le manifestazioni che hanno portato alle devastazioni”. Ma la sua pagina social è stata aperta solo dopo gli incidenti
“Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram ‘Movimento 17 ottobre’, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dirà pure senza mezzi termini, ma – mezzi o interi – quei termini finiscono per contenere una falla grande come una casa. La pagina “Movimento 17 ottobre” è stata creata alle 19,59 del 18 ottobre, cioè quando gli incidenti del weekend a Milano si erano già verificati e sostanzialmente erano terminati. La premier, proseguendo il suo ragionamento, parla di “mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali”. Concetto che sarebbe corretto se avesse a che fare con un qualche ruolo di Siher nell’organizzazione delle manifestazioni che hanno portato ai danneggiamenti di dieci giorni fa. Infine l’attacco alla magistratura, un trend da usato sicuro quando si parla del centrodestra: “Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura“.
Dopo varie ore, durante la conferenza stampa di presentazione della manovra approvata dal consiglio dei ministri, Meloni ha provato a correggere il tiro. Imbeccata dalla domanda di un giornalista, che le ha fatto notare l’incongruenza di quanto affermato, la premier ha risposto minimizzando: “Sono molto contenta che lei ci tenga a difendere questa persona. Effettivamente io nel video ho sbagliato il tempo di un verbo“, ha detto, evidentemente piccata, chiudendo con un “mi scuso” poco convinto. Ma al di là dell’opportunità di usare il trapassato prossimo o meno, le dichiarazioni di Meloni in quel video restano non corrette: Siher ha aperto la pagina ‘Movimento 17 ottobre’ solo dopo che gli incidenti si erano già verificati.
La linea della presidente del Consiglio è seguita anche dal resto del centrodestra: per tutti il pallino è legare la figura di Siher alle manifestazioni violente del weekend del 17-18, nonostante neanche la Procura abbia contestato questa circostanza (non potendo farlo perché al momento non risulta niente di questo). “Incredibile la liberazione di un soggetto – dichiara il segretario Matteo Salvini – per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato. Dopo le violenze e le devastazioni delle scorse settimane, una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda“. Salvini arriva a chiamare in causa sia Siher sia la giudice per incidenti che ipoteticamente potranno avvenire in futuro. “Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?”. Anche il ministro Roberto Calderoli insiste: “Dopo giorni di guerriglia urbana, milioni di euro di danni e città come Milano messe a ferro e fuoco dai violenti, il principale sospettato di aver fomentato la rivolta viene giustamente individuato e arrestato e le devastazioni si fermano, ma un giudice si affretta a liberarlo. Rinnovo i miei complimenti alle Forze dell’ordine che lo hanno individuato e fermato, ma vista la sua liberazione mi domando se possiamo parlare di ‘giustizia giusta’”.
L’en plein arriva con l’altro vicepremier, Antonio Tajani. Ancora una volta il leader di Forza Italia dismette i panni del garantista di cui spesso si fregia: “Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana”. Il ministro arriva a dire che rimettere in libertà Siher “significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese. Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità”.