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Manovra, addio al taglio Irpef per il “ceto medio”. Verso una flat tax per i neoassunti under 35 e un fondo ad hoc per finanziare nuove pensioni anticipate

Domani il Consiglio dei ministri che varerà il ddl di Bilancio, in ritardo rispetto alla scadenza del 20 ottobre. Ma il confronto con la Ue sull'uso dei 14 miliardi di deficit aggiuntivo consentito dalla clausola di salvaguardia su difesa ed energia è ancora aperto e le coperture restano in parte sub iudice. Ecco le misure sul tavolo
Manovra, addio al taglio Irpef per il “ceto medio”. Verso una flat tax per i neoassunti under 35 e un fondo ad hoc per finanziare nuove pensioni anticipate
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Sulla manovra il governo porterà a casa “quello che è possibile, non l’impossibile. Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi e valuteremo stasera le proposte ammissibili“. Giancarlo Giorgetti, sconsolato, prova a tenere insieme i pezzi dell’ultima legge di Bilancio della legislatura, quella pre elettorale. Ma a poche ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi mercoledì il nodo delle coperture non è ancora sciolto. E il ministro dell’Economia mette le mani avanti. Il punto è che al momento, stando al Documento programmatico di bilancio, le risorse a disposizione si fermano a 10 miliardi, 5 dei quali attesi peraltro da un contributo del settore finanziario ancora da concordare con i diretti interessati. Il resto è deficit consentito dalla clausola nazionale di salvaguardia attivata per finanziare spese per la difesa e la sicurezza energetica senza che pesino sul percorso di rientro concordato con Bruxelles. Che deve valutare ogni intervento finanziato per quella via. Il via libera definitivo è atteso solo a novembre: l’esecutivo domani dovrà dunque limitarsi ad approvare una bozza. Il testo vero e proprio non arriverà in Parlamento prima della settimana prossima, ben oltre la data usuale del 20 ottobre.

Addio al taglio Irpef per il “ceto medio”

La coperta corta rende impossibile accogliere tutte le richieste dei partiti di maggioranza. In particolare è clamorosamente sfumata, al momento, l’ipotesi ventilata da anni di un taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 50mila euro. Nei giorni scorsi il leader di Forza Italia Antonio Tajani l’aveva rilanciato nella versione “a due tappe”: in pratica nel 2027 lo scaglione a cui si applica l’aliquota del 33% sarebbe stato allargato solo fino a 55mila euro, mentre il tetto sarebbe stato portato a 60mila solo l’anno dopo. A patto, si intende, che le destre vincessero le elezioni politiche. Ma lunedì sera, durante l’ultimo vertice tra Giorgetti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vice Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, si è deciso di soprassedere: la misura è costosa e il beneficio per i contribuenti sarebbe troppo ridotto per fare la differenza. È rispuntata in compenso la vecchia suggestione di una detassazione delle tredicesime per i redditi bassi. L’aliquota potrebbe attestarsi al 15% o al 10%.

Flat tax per i neoassunti under 35 e detassazione per i lavoratori giovani

Probabile poi che, sulla scia delle proteste delle ultime settimane finora represse con l’ennesima stretta securitaria, entri in manovra un corposo “pacchetto giovani“: in rampa di lancio c’è l’ennesima flat tax, al 5% per i neoassunti under 35 con redditi fino a 20-30mila euro, a cui verrebbero associate una mini Irpef per chi ha meno di 30 anni e un lavoro ce l’ha già e un’estensione della no tax area per gli under 25. Obiettivo dichiarato aumentare le retribuzioni nette – per via fiscale invece che agendo sulle cause sottostanti, tendenza recentemente censurata dall’Ufficio parlamentare di bilancio – e contrastare la fuga dei cervelli. Per le imprese si punta inoltre a rafforzare le maxi-deduzioni per le assunzioni: dal 130% al 140% per i giovani e fino al 180% per le giovani madri.

Il governo vorrebbe poi confermare l’imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti introdotta con la precedente manovra. Idem per il prelievo agevolato sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego, con aliquote ipotizzate tra il 10% e il 15%.

Si discute anche di rafforzamento dei congedi parentali e conferma del sostegno alle madri lavoratrici. Quest’anno è già previsto uno sgravio contributivo da 3mila euro all’anno per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli e si punterebbe a razionalizzare l’intervento, forse estendendo la decontribuzione anche a chi ha almeno due figli. Sul tavolo anche la proroga del bonus per le scuole paritarie, chiesto da Noi moderati, e il “libretto previdenziale” per i nuovi nati.

Un fondo ad hoc per la “flessibilità” sulle pensioni

La Lega insiste sulla possibilità di uscire dal lavoro a 64 anni con almeno 36 anni di contributi nel tentativo sempre più acrobatico di poter dire che è stata “superata la Fornero“. Lo stallo verrebbe superato creando un fondo ad hoc da poco meno di un miliardo e rinviando a gennaio il provvedimento con la definizione dei beneficiari dell’anticipo. Resta irrisolto però il nodo della rivalutazione degli assegni: per finanziare gli interventi si valuta una rimodulazione della perequazione delle pensioni medio-alte, vale a dire che ancora una volta verrebbero riconosciute percentuali di recupero dell’inflazione inferiori a quelle che spettano ai trattamenti più bassi. Già oggi l’adeguamento è differenziato: arriva al 100% solo per chi riceve un importo fino a quattro volte il trattamento minimo (che è di 611,85 euro al mese), mentre si ferma al 90% per chi ha un assegno tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% per chi riceve un importo superiore a sei volte il minimo.

Conferma delle detrazioni per chi ristruttura, in forse la cedolare sugli affitti a lungo termine

L’orientamento è confermare le detrazioni al 50% per le ristrutturazioni, che altrimenti dal 2027 scenderebbero al 36%, e il bonus elettrodomestici. Per l’Ecobonus si valuta un’aliquota fino al 65%. Si discute anche di una regolarizzazione per chi è rimasto coinvolto in irregolarità legate al Superbonus (lavori incompleti o non conformi, false asseverazioni) attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva. Noi Moderati propone una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine. La misura è in forse, così come una cedolare solo sugli affitti di immobili commerciali.

L’estensione della flat tax

Matteo Salvini, a margine del congresso del Carroccio, ha ribadito che tra le priorità c’è anche l’estensione del regime forfettario dagli attuali 85mila a 100mila euro di ricavi e compensi. Intervento che deve però fare i conti con i vincoli europei sull’esenzione dall’Iva, tanto che allo studio c’è un intervento ibrido con la separazione tra trattamento fiscale dei redditi e obblighi relativi all’Iva, che tornerebbero in vigore sopra gli 85 mila euro riducendo la convenienza della flat tax.

Poco per la sanità

I 2,4 miliardi aggiuntivi indicati per la sanità nel Documento programmatico di bilancio sono ben lontani dalle richieste avanzate dal ministro Orazio Schillaci, che ha chiesto almeno 5,5 miliardi, e dalle Regioni. La Conferenza delle Regioni a settembre aveva fatto presente la necessità di oltre 18 miliardi aggiuntivi per il triennio 2027-2029. Forza Italia propone poi un contributo da 300 a 500 euro per gli over 75, con limiti Isee, per sostenere le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale, a partire dalle cure dentali. Tra le alternative un sistema di rimborsi.

Abolizione del bollo auto strutturale

L’abolizione del bollo auto dovrebbe diventare strutturale, con limiti di potenza, ed essere estesa ai van familiari fino a 133 Kw di potenza solo per le famiglie con almeno 4 figli. In base al decreto varato dal governo, l’esenzione è ora prevista per un solo veicolo a famiglia fino a 80 Kw di potenza.

Le coperture e il nodo banche

Il governo conta di ottenere circa 5 miliardi dal settore finanziario, ma il confronto con gli istituti resta aperto. Tra le ipotesi rese note dal Sole 24 Ore ci sono un aumento dell’addizionale Ires, un nuovo raddoppio della Tobin tax sulle transazioni finanziarie e il blocco nel 2027 di alcune componenti fiscali differite. Forza Italia chiede che il contributo non abbia carattere punitivo e valuta il coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti, oltre alla possibilità di escludere le banche di credito cooperativo. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che nei giorni scorsi ha evocato il motto latino ‘pacta sunt servanda‘ con riferimento al fatto che solo l’anno scorso era stato raggiunto un accordo su un contributo triennale, ha detto di non avere notizia della convocazione di un incontro con il governo per discutere di eventuali nuove tasse.

Sugar tax e plastic tax, che dopo anni di rinvii dovrebbero entrare in vigore a gennaio, verrebbero ulteriormente spostate in là di sei mesi. Tra le coperture, invece, figurano circa 700 milioni attesi dal settore dei giochi. Si valuta anche un possibile ulteriore aumento delle accise sulle sigarette.

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