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“I soldi sono la chiave di tutto, sono il motivo per cui qualcuno, quella mattina, è andato da Marco”: parla la madre di Pantani

La terza indagine della Procura di Rimini si appresta a finire con un nulla di fatto, ma i genitori del Pirata non si arrendono: "È stato aggredito dopo una lite"
“I soldi sono la chiave di tutto, sono il motivo per cui qualcuno, quella mattina, è andato da Marco”: parla la madre di Pantani
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Tonina Belletti, la madre di Marco Pantani, non ha nessuna intenzione di arrendersi: “Continuerò a lottare per la verità. Gliel’ho promesso sulla tomba”. Da oltre 20 anni lotta per ricostruire quanto successe il 14 febbraio 2004 all’hotel Le Rose, dove fu trovato il corpo senza vita dell’indimenticato campione di ciclismo. La terza indagine della Procura di Rimini si appresta a finire con un nulla di fatto: gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, legali dei genitori, si sono opposti all’archiviazione e ora toccherà al gip decidere come procedere. La madre del Pirata però resta convinta: “I soldi sono la chiave di tutto, sono il motivo per cui qualcuno, quella mattina, è andato da Marco”, ha ribadito in un’intervista al Resto del Carlino.

Nel maggio scorso la Procura di Treno aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla “associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso di Marco Pantani“. Sotto la lente della procura, l’ombra della camorra che sarebbe intervenuta per negare la vittoria del campione romagnolo al Giro d’Italia del 1999. La pm della Dda, Patrizia Foiera, aveva amaramente messo nero su bianco che “nessuno, nell’attualità, ha colto l’occasione per dare un qualsiasi contributo probatorio” rispetto all’ipotesi di un complotto contro Pantani.

Sulla morte di Pantani all’hotel Le Rose invece qualcuno ha parlato: un agente di polizia penitenziaria si è rivolto alla famiglia Pantani raccontando la confidenza fattagli da un detenuto di nazionalità marocchina. A lui Fabio Miradossa – uno dei condannati per la dose fatale a Pantani – avrebbe raccontato che il Pirata sarebbe stato aggredito per un debito legato al consumo di cocaina. Non trovando i soldi, Miradossa e altri due uomini lo avrebbero costretto a ingerire cocaina sciolta nell’acqua e lo avrebbero picchiato. Questo nuovo racconto però non ha trovato riscontri nell’attività investigativa, che per ora resta ferma al punto originario: Pantani è morto per un mix di farmaci antidepressivi e cocaina.

“Io ero e resto convinta – dice la madre al Resto del Carlino – che c’era qualcuno quella mattina con Marco. E che Marco sia stato aggredito dopo una lite, scoppiata per una questione di soldi legata alla droga”. E ancora: “Lui aveva fatto dei prelievi, aveva parecchi contanti con sé: 20mila euro, forse di più. Perché non sono stati mai trovati? I soldi sono il vero movente”. Tonina Belletti sottolinea anche un altro aspetto: “Era possibile arrivare alla camera dove si trovava Marco anche senza passare dall’ingresso principale”. E, nonostante le inchieste finora siano tutte arrivate a un binario morto, la madre del Pirata conclude: “Non mi rassegnerò fino a quando non sarò certa che sarà stata scritta tutta la verità”.

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