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Elon Musk accusa: “Kiev ha usato Starlink per uccidere persone”. La replica: “Falso, in Russia non funziona”

Su X il miliardario sudafricano ha parlato per la prima volta delle interruzioni riscontrate dal sistema satellitare prodotto dalla sua azienda Space X e utilizzato dall'esercito ucraino. Serhiy Beskrestnov, esperto militare consulente di Zelensky, lo ha smentito
Elon Musk accusa: “Kiev ha usato Starlink per uccidere persone”. La replica: “Falso, in Russia non funziona”
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Il sistema satellitare Starlink/Starshield usato dall’Ucraina nella guerra di difesa contro la Russia è tornato a operare a pieno regime dopo giorni di malfunzionamenti, ma la polemica non si placa. Elon Musk ha pubblicato un post su X parlando per la prima volta delle interruzioni riscontrate dai dispositivi prodotti dalla sua azienda Space X e utilizzati dall’esercito ucraino. Nel post il miliardario ha accusato l’Ucraina di aver violato i termini di utilizzo del suo servizio internet Starlink: “L’uso di Starlink, un servizio commerciale civile, per attacchi di droni offensivi volti a uccidere persone non è mai stato consentito, né dovrebbe esserlo”.

Musk ha aggiunto che SpaceX, che gestisce la rete satellitare, ha chiuso il “loophole” (“scappatoia”), senza tuttavia fornire dettagli tecnici precisi. Ha inoltre voluto marcare una netta distinzione tra Starlink, descritto come un servizio civile, e Starshield, un sistema parallelo sviluppato da SpaceX ma controllato direttamente dal governo degli Stati Uniti che può essere impiegato per scopi militari: “Starshield, un sistema diverso, è controllato dal governo degli Stati Uniti. Ciò che decidono di fare dipende da loro”.

“Starlink – ha aggiunto il miliardario sudafricano – rimane fondamentale per la difesa dell’Ucraina, in quanto è l’unico sistema che non può essere oscurato o fatto saltare in aria, almeno per ora. Se Starlink venisse disattivato, la linea del fronte ucraino crollerebbe immediatamente. Questa NON è una minaccia – ha tenuto a specificare -, è semplicemente la constatazione di un fatto”.

Poco prima che Musk lanciasse dure accuse ai critici affermando di provare “totale disprezzo per i malvagi guerrafondai che fanno sfoggio di virtù”, in Ucraina la situazione ha iniziato a sbloccarsi. Volodymyr Zelensky ha confermato che i droni hanno ripreso a volare a velocità normali dopo oltre una settimana di tensioni e rallentamenti che avevano gravemente ostacolato le operazioni militari al fronte. Le interruzioni avevano infatti ridotto la velocità dei droni ucraini a medio raggio a meno di 40 miglia orarie (circa 65 km/h), facendone precipitare molti per perdita di segnale e lasciando le truppe e le infrastrutture civili più esposte ai contrattacchi russi.

Il ripristino delle piene funzionalità è avvenuto a seguito di forti pressioni politiche a Washington, dove un gruppo bipartisan di senatori ha minacciato di bloccare le nomine dell’amministrazione Trump se non fossero state ripristinate le capacità operative di Starshield in Ucraina. SpaceX ha poi inviato una lettera al Congresso confermando di aver riallineato il servizio commerciale Starlink alle priorità politiche del governo statunitense.

Le affermazioni di Musk sull’uso di Starlink per scopi offensivi sono state fermamente respinte da Kiev. “È molto strano che Elon Musk non sia a conoscenza delle restrizioni sul funzionamento di Starlink in Ucraina – ha scritto su Telegram Serhiy Beskrestnov, esperto militare di primo piano nel campo delle radiotecnologie, delle telecomunicazioni e della guerra elettronica e consulente di Zelensky -. A partire dall’inverno del 2026, tutti i terminali Starlink sul territorio dell’Ucraina (compresi i territori occupati) hanno un limite di velocità di movimento di 70-90 km/h. Sul territorio della Russia, Starlink non funziona. Di conseguenza – conclude Beskrestnov -, non POSSIAMO FISICAMENTE UTILIZZARE IL SERVIZIO COMMERCIALE STARLINK per attacchi di tipo ‘deep strike’ (a lungo raggio) e ‘middle strike’ (a medio raggio)”.

Anche Serhii Sternenko, ex consulente del ministero della Difesa ucraino, respinge le accuse di Musk, spiegando in un post su Telegram come la gestione dei dispositivi sia rigidamente regolata. Per fare chiarezza sul meccanismo, ha precisato che “nel febbraio di quest’anno sono state introdotte delle ‘liste bianche‘”, veri e propri registri di sicurezza gestiti dal governo nei quali potevano essere registrati i terminali fissi sia per scopi militari sia per necessità civili e umanitarie. Tuttavia, il blocco scatta quando i dispositivi si spostano rapidamente: “Affinché un qualsiasi terminale satellitare potesse funzionare in movimento, era necessario inserirlo in una lista speciale e collegarlo al sistema militare Starshield. Altrimenti, nessun terminale di comunicazione satellitare in Ucraina funzionava”. Quindi “utilizzare proprio lo Starlink civile per eseguire missioni con i droni era tecnicamente impossibile“. “Tutte le missioni dei droni che richiedevano una comunicazione satellitare potevano essere effettuate esclusivamente utilizzando Starshield – conclude Sternenko -. L’Ucraina non ha violato i termini d’uso“.

Nel frattempo i due eserciti continuano a scambiarsi colpi. Una persona è morta e altre dieci sono rimaste ferite in seguito all’attacco con droni contro Belgorod, in Russia, secondo quanto riferito dal centro operativo regionale.

“Quasi ogni giorno” gli “attacchi brutali” della Russia in Ucraina “provocano morti e feriti”, come quelli, avvenuti ieri sera, in cui sono rimaste uccise quattro persone nella regione di Dnipro, ha scritto su X Zelensky. “Altre 22 persone sono rimaste ferite, tra cui una bambina di 11 anni”, ha aggiunto il presidente ucraino.

Zelensky ha riferito inoltre che a Vinnytsia, a sud-ovest di Kiev, un drone russo ha colpito un edificio residenziale a più piani e sei persone sono rimaste ferite, mentre a Kharkiv “i russi hanno prima colpito un ipermercato di bricolage e articoli per la casa, per poi sferrare cinicamente un attacco doppio (double-tap) contro i soccorritori giunti sul posto”, con “alcuni operatori dei servizi di emergenza rimasti feriti”.

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