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Sesto San Giovanni, il bosco nel cuore delle ex Falck rischia di essere abbattuto per fare spazio a nuove costruzioni: Legambiente: “Salviamolo”

Quarantamila metri quadrati di alberi e arbusti, presenti da oltre settant’anni, potrebbero lasciare spazio a nuove costruzioni. Legambiente chiede di riconoscere l’area come bosco e di tutelarla, avviando una raccolta firme per salvarla.
Sesto San Giovanni, il bosco nel cuore delle ex Falck rischia di essere abbattuto per fare spazio a nuove costruzioni: Legambiente: “Salviamolo”
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A Sesto San Giovanni, il Comune più popoloso della città metropolitana, dopo Milano, esiste un bosco. All’interno di uno dei settori occupati fino al 1995 dagli stabilimenti siderurgici della Falck. Un bosco che rischia di essere raso al suolo per lasciare spazio a nuove costruzioni. Per questo il Circolo sestese di Legambiente si è mobilitato.

“Nel complesso del Vittoria B, tra viale Italia e via General Cantore, c’è un’area pari a 40mila metri quadrati con piante d’alto fusto e arbusti, presenti da più di settant’anni”, scrive l’associazione ambientalista sui propri profili social, specificando che “per la legge regionale del 2008 è definibile bosco e come tale da proteggere ai sensi del decreto legislativo del 2004”.

Insomma, non potrebbe essere abbattuto. Anche se potrebbe accadere. Dal momento che si trova all’interno delle aree Falck, sito che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha inserito nel 2001 nell’elenco degli interventi di bonifica di interesse nazionale (SIN). Un sito interessato dal “progetto di riqualificazione più grande d’Europa”, gestito da Milanosesto spa, con la trasformazione di circa 1,4 milioni di mq in un nuovo polo residenziale, direzionale e sanitario. Oltre che in un parco urbano di 175mila mq, che “sarà elemento essenziale e principale della rigenerazione urbana dell’area”, per il sindaco leghista Roberto Di Stefano.

Il Piano Integrato di Intervento è stato definitivamente approvato dal Consiglio comunale ad aprile 2012, con la stipula della convenzione urbanistica a gennaio 2013. In un’area di circa 83mila mq, tra quella occupata dai due stabilimenti Vittoria, uno per la produzione del filo d’acciaio, l’altro specializzato nella trafilatura a freddo, e appunto il bosco, verrà realizzata edilizia residenziale, oltre a spazi “a verde”.

Il bosco è di oltre 4 ettari, con alberi, di altezza fino a 22 metri, di olmo campestre, robinia, pioppo sia nero che bianco, tiglio e platano. Ai quali si aggiungono cespugli di olmo, alloro, sambuco, lauro ceraso, ligustro e ailanto. Un habitat naturale nel quale si segnala la presenza, tra gli altri, di fagiani e di piccoli rapaci. “L’area boscata è documentata da riprese aeree, almeno dagli anni Cinquanta del Novecento”, spiega a ilfattoquotidiano.it Alessio De Biasi, presidente del Circolo Legambiente Chico Mendes di Sesto San Giovanni, aggiungendo la descrizione delle azioni intraprese dall’associazione.

A partire, a novembre 2025, dalla richiesta al Comune, ma anche alla Città metropolitana di Milano, di valutazione dell’effettiva possibilità di definire bosco quell’area di circa 40mila mq e quindi di apporvi un vincolo. Una richiesta supportata da una perizia realizzata da botanici e agronomi. “La risposta del Comune è stata che, trattandosi di un Sito di Interesse Nazionale, e dunque dovendo presumibilmente anche l’area essere interessata dalle necessarie opere di bonifica, la presenza o meno del bosco non appariva rilevante”, racconta De Biasi, che si dice in disaccordo con l’interpretazione dell’amministrazione comunale, sostenendo che “anche se l’area fosse inquinata, si tratta in ogni caso di un bosco, a tutti gli effetti. E quindi andrebbe salvaguardato”.

Per molti motivi. Un bosco all’interno di un centro urbano abbassa la temperatura dell’aria circostante, assorbe gli inquinanti e garantisce la permeabilità del suolo. Salvaguardare il bosco nell’area ex Falck contribuirebbe a far respirare un Comune che, secondo i dati del Rapporto ISPRA sul consumo di suolo, è uno dei più cementificati d’Italia e tra i primi in Lombardia.

Il Circolo di Sesto San Giovanni ha avviato una raccolta firme per salvare l’area boschiva, per informare almeno la popolazione locale che proprio al centro della città esiste quello spazio. “Vorrei essere libero come un uomo … che ha di fronte solamente la natura, che cammina dentro un bosco”, cantava Giorgio Gaber. Già, salvaguardare quel bosco sarebbe anche un atto di libertà.

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