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Morto Mateusz Chmura: il bodybuilder è crollato sul palco durante un’esibizione. La gara è poi ripresa

L'atleta ha avuto un malore durante le PCA British Finals. Era sposato da meno di due mesi ed era il giorno del suo compleanno
Morto Mateusz Chmura: il bodybuilder è crollato sul palco durante un’esibizione. La gara è poi ripresa
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Aveva 33 anni e si stava esibendo davanti al pubblico, nel momento che avrebbe dovuto coronare mesi di allenamenti e preparazione. Per Mateusz Chmura, bodybuilder amatoriale di origine polacca che viveva a Wakefield, nel Regno Unito, la competizione si è trasformata in tragedia. Domenica 18 ottobre, durante le PCA British Finals, è stato colto da un malore mentre si trovava sul palco del Telford International Centre. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poche ore più tardi. Al momento non sono state rese note le cause del decesso.

Chmura partecipava alla categoria Classic Bodybuilding Medium, una delle divisioni della competizione organizzata dalla Physical Culture Association. La sua esibizione si è interrotta bruscamente quando si è accasciato davanti agli spettatori e agli altri atleti. I soccorsi sono scattati immediatamente, con i paramedici presenti alla manifestazione, affiancati da alcuni professionisti sanitari che assistevano alla gara, che hanno cercato di rianimarlo. Stando alle ricostruzioni, uno dei soccorritori ha iniziato subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Sul posto sono intervenuti anche un’ambulanza e un elicottero della Midlands Air Ambulance. Dopo le prime operazioni di emergenza, il trentatreenne è stato portato in ospedale, dove è deceduto.

Nel frattempo, mentre l’atleta si trovava ancora in ospedale, gli organizzatori hanno incontrato i concorrenti per decidere come e se proseguire la manifestazione. Dal confronto è emersa la scelta di riprendere le gare, quando ancora non era arrivata la notizia della morte di Chmura. La conferma è giunta il giorno successivo, lunedì 19 ottobre, attraverso una comunicazione ufficiale della PCA. La federazione ha espresso il proprio cordoglio, rivolgendosi in particolare alla moglie, ai familiari e agli amici del bodybuilder. Nel messaggio ha inoltre riconosciuto il lavoro svolto da medici, volontari e spettatori intervenuti durante l’emergenza, invitando tutti a tutelare la riservatezza delle persone vicine all’atleta. Un appello è stato rivolto anche a evitare congetture sulle circostanze della morte, in attesa di informazioni certe.

A restituire un’immagine più personale delle ultime ore trascorse da Chmura è stato il suo amico e collega Reza Eradi Bahrani. Commentando il comunicato della PCA, ha raccontato che l’atleta si era sposato da meno di due mesi e che il giorno della competizione coincideva con il suo compleanno. Soltanto due giorni prima, i due si erano incontrati in palestra per allenarsi e perfezionare le pose da presentare sul palco. “La vita può essere così crudele e ingiusta“, ha scritto Bahrani.

La scomparsa ha suscitato commozione anche in Polonia, dove gli appassionati e gli esponenti del bodybuilding hanno ricordato Chmura con affetto. La sua morte arriva inoltre a pochi giorni da quella della professionista cilena Marianne von Gierke, deceduta a 40 anni la settimana precedente. Due lutti ravvicinati che hanno riportato l’attenzione sulla salute degli atleti impegnati nelle competizioni di bodybuilding, senza tuttavia chiarire le cause dei singoli decessi.

La vicenda di Chmura si inserisce in una serie di decessi che riguardano esponenti del bodybuilding nel corso del 2026. Tra i casi ricordati figurano quello di Jason Lowe, morto a gennaio a 38 anni, già partecipante all’Olympia, per il quale non è stata resa nota una causa ufficiale. A maggio è scomparso il ventiduenne influencer brasiliano Gabriel Ganley: sul suo certificato di morte è stata indicata una morte improvvisa associata a cardiomiopatia ipertrofica. Ad agosto è morto Dwayne Quamina, 40 anni, pochi giorni dopo aver conquistato il sesto posto all’Atlanta Pro. Più recentemente, la morte di Marianne von Gierke è arrivata a meno di tre settimane dal suo tredicesimo posto all’Olympia.

A questi episodi si aggiunge una cifra che circola nel settore: secondo una stima non verificata in maniera indipendente, nel 2025 sarebbero morti 56 bodybuilder, con un’età media di 35 anni. Il dato va considerato con cautela, considerando che non esiste un registro ufficiale che raccolga sistematicamente i decessi legati a questa disciplina. Ma sicuramente è un dato che fa riflettere.

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