Il mondo FQ

Controllo della firma, ID senza foto e voto per posta: ecco come funziona il voto nei 50 Stati Usa

Il 3 novembre ci saranno le elezioni di midterm, ma le regole variano di Stato in Stato. In alcuni, per dimostrare l’identità, è possibile esibire bollette nominali o presentare una dichiarazione giurata. In altri, vige il divieto di fornire acqua e cibo a chi si trova in fila. E in questa tornata elettorale, dopo 24 anni, l’amministrazione ha deciso di non invitare gli osservatori dell’Osce
Controllo della firma, ID senza foto e voto per posta: ecco come funziona il voto nei 50 Stati Usa
Icona dei commenti Commenti

Ridisegno dei collegi elettorali. Restrizioni al voto per posta. Requisiti di identificazione più severi. Riduzione dei seggi e dell’orario di apertura delle urne. Sono alcune delle misure che i repubblicani Usa hanno introdotto, o cercato di introdurre, in vista del midterm del 3 novembre. Il partito di Donald Trump afferma di voler garantire un corretto svolgimento delle elezioni. Per i critici, il G.O.P. ha paura del risultato elettorale e cerca di limitare il diritto di voto. A evidenziare le difficoltà di tenuta del sistema è comunque un intrico contorto di procedure, in cui la gestione delle elezioni viene lasciata ai singoli Stati e dove quindi si tratta di coordinare 50 differenti eventi elettorali. Vediamo, nei limiti del possibile, di mettere un po’ di ordine su come si voterà il prossimo 3 novembre.

REQUISITI DI BASE – Ci sono poche regole che tutti gli Stati devono rispettare. Anzitutto l’Election Day, il giorno delle elezioni, che è lo stesso in tutti gli Stati Uniti e che deve sempre cadere nel martedì successivo al primo lunedì di novembre, negli anni pari. Per votare, bisogna aver compiuto 18 anni, essere cittadini degli Stati Uniti, e non essere stati soggetti a procedure di revoca o sospensione dei diritti civili (anche in questo caso, le regole sul voto di detenuti o ex detenuti variano da Stato a Stato).

AL SEGGIO – L’elettore fa la fila al seggio (si spera non troppo lunga), entra, fornisce il proprio nome e cognome – una ID, nel caso lo Stato lo richieda – e firma il registro elettorale. A quel punto, gli viene consegnata la scheda, che più che una scheda è un lenzuolo – non a caso, viene definito blanket ballot o jumbo ballot – in quanto si è spesso chiamati a votare per cariche diverse: presidente, membri del Congresso, membri dei parlamenti statali, governatore, sceriffo, referendum e così via. L’elettore raggiunge quindi la cabina, dove con una penna nera sigla i propri candidati. La scheda viene poi collocata dall’elettore stesso in uno scanner elettronico, che registra automaticamente il voto. Tutto questo vale, appunto, solo se la scheda è cartacea. In molte circoscrizioni viene infatti messo a disposizione un sistema di voto elettronico, o DRE (Direct-Recording Elettronica). L’elettore sceglie i propri candidati sullo schermo attraverso il touchscreen. La macchina quindi stampa un modulo che l’elettore può controllare e posizionare in uno scanner ottico, che conteggia il voto e l’archivia. Resta comunque la prova fisica del voto, che serve per eventuali controlli e riconteggi in caso di contestazioni – e sappiamo quante ce ne siano state negli ultimi anni.

SENZA BISOGNO DI RECARSI AL SEGGIO – L’Election Day cade di martedì, un giorno lavorativo come gli altri. Per favorire la partecipazione al voto, negli ultimi anni molti Stati hanno potenziato soluzioni alternative come l’early voting, il voto anticipato, che può avvenire in due modi: di persona (in-person early voting), presentandosi agli appositi seggi approntati prima del giorno elettorale o depositando la scheda nelle urne predisposte (drop box); o per posta (mail-in/postal voting). Anche in questo caso, non esiste una regola valida su tutto il territorio Usa, ma ogni Stato stabilisce regole proprie quanto a durata e modalità dell’early voting. 47 Stati su 50, oltre al Distretto di Columbia, consentono il voto anticipato di persona – le eccezioni sono Alabama, Mississippi e New Hampshire. Alcuni Stati consentono di votare fino a 46 giorni prima dell’Election Day – tra questi il South Dakota e il Minnesota. Altri, come il Kentucky, aprono l’early voting a soli 5 giorni dal voto. Tutti i 50 Stati americani consentono poi il voto per posta, anche qui con procedure diverse. In alcuni Stati, l’elettore può richiedere di votare per posta senza dover fornire alcuna giustificazione. In altri, bisogna fornire una ragione: malattia, età avanzata, assenza per motivi di lavoro dall’indirizzo di residenza. Ci sono però Stati, tra questi Washington, Oregon, Colorado, dove il voto per posta è prevalente e la scheda viene inviata automaticamente a casa a tutti gli aventi diritto.

IL DOCUMENTO DI IDENTITA’ – Molta della più recente discussione sulle regole elettorali si è concentrata sul tipo di documento da esibire al momento del voto. 36 Stati richiedono la presentazione di un documento di identità per poter esprimere il voto. In 24 tra questi, l’ID deve avere la foto – quindi patente, passaporto, carta d’identità statale. Se l’elettore non ne è in possesso, può comunque esprimere quello che viene definito un “voto provvisorio”, che verrà conteggiato in modo definitivo alla presentazione di una ID nei giorni immediatamente successivi. Altri 14 Stati, oltre al Distretto di Columbia, non richiedono una ID; sono, con l’eccezione dell’Iowa, Stati a maggioranza democratica. In questa parte del Paese si ritiene che l’identità sia stata verificata in precedenza, al momento dell’iscrizione nelle liste elettorali. È anche possibile, per il responsabile del seggio, confrontare la firma dell’elettore con quella presente sul registro ufficiale. In alcuni Stati, per dimostrare l’identità, è possibile esibire bollette nominali o presentare una dichiarazione giurata. La scelta di non rendere obbligatoria la presentazione di un documento di identità risponde a diverse considerazioni. Anzitutto, non esiste un vero problema di falsificazione del voto. A titolo di esempio, Heritage Foundation ha trovato solo 36 casi riconducibili a brogli nelle elezioni degli ultimi 40 anni in Pennsylvania. Il problema, negli Stati Uniti, non è tanto evitare i brogli, quanto far sì che la gente vada a votare. Esistono poi problemi legati proprio al tipo di documenti richiesti. Milioni di americani, in particolare quelli con i redditi più bassi, non hanno una ID con foto. Un sondaggio del 2024 ha per esempio rivelato che ben 21 milioni di americani in età di voto non hanno una patente valida. Ancora più alto il numero di chi non ha il passaporto. Spesso non hanno una ID con foto gli anziani, che non guidano e che non si recano di frequente all’estero. Gli Stati Uniti sono poi un Paese con una forte mobilità interna. Chi ha da poco cambiato residenza, può non avere avuto il tempo di aggiornare i propri dati. Ci sono poi gli studenti che vivono nei campus, lontani dal loro indirizzo di residenza e che non hanno la patente. E ci sono milioni di homeless, anche loro privi di documenti di identità, non per questo inabili a votare. L’ID con foto diventa quindi soprattutto un modo per limitare il diritto di voto per milioni di americani.

COME LIMITARE IL DIRITTO DI VOTO – La richiesta di una ID con foto è solo uno tra gli strumenti utilizzati – in particolare dai repubblicani – per restringere il numero il diritto di voto. Ci si è rivolti a molto altro. Anzitutto al gerrymandering, il ridisegno dei confini dei distretti in modo da concentrare il voto bianco – di solito più favorevole al G.O.P. – diluendo invece quello delle minoranze, che tendono a votare democratico. Si è poi cercato di agire sulle condizioni fisiche, materiali, del voto. Hanno ridotto le finestre temporali per potere votare per posta North Carolina, Arkansas, Montana, Utah, South Dakota, Arizona. In Georgia si sono ridotti i tempi per richiedere le schede postali e limitato il numero delle urne di drop-box dove collocare le schede. Il Texas ha reso più severi i requisiti di identificazione per il voto postale e imposto limiti di orario al voto anticipato. L’Ohio ha eliminato giorni di voto anticipato e ridotto le finestre temporali per la richiesta e la restituzione delle schede. La Florida ha limitato la possibilità di chiedere le schede elettorali per posta per più cicli consecutivi. Esiste poi un divieto di fornire acqua e cibo a chi si trova in fila. È una proibizione variamente declinata nei diversi Stati, anche se il caso più clamoroso è quello della Georgia, dove nel 2021 è stato approvato l’Election Integrity Act, che proibisce l’offerta di regali, denaro, cibo, bevande a chi si trova in fila alle urne. I repubblicani sostengono che i gruppi progressisti portino la gente a votare promettendo regalie – secondo i critici, la questione è se pane e acqua per chi è in fila da ore possano essere considerati “regali”. Per le elezioni del prossimo 3 novembre, l’amministrazione Usa ha comunque deciso di non invitare gli osservatori internazionali dell’Osce. Si tratta di una svolta storica: negli ultimi 24 anni, l’Osce ha regolarmente monitorato procedure e svolgimento delle elezioni statunitensi. In compenso, l’amministrazione non esclude l’invio ai seggi di truppe dell’esercito e della Guardia Nazionale, oltre ad agenti federali armati, tra questi quelli dell’Ice. Secondo la Casa Bianca, si tratterebbe di un modo per assicurare un corretto svolgimento del voto. Per democratici e gruppi per i diritti. Trump e i repubblicani cercano chiaramente di intimidire gli elettori.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione