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Ultimo aggiornamento: 11:42

Armi all’Ucraina, Balzano incalza Sensi: “Non convincerà mai Conte e Avs, lei è nel posto sbagliato”. “Il M5s la pensa come Vannacci, Le Pen e AfD”

Dopo le polemiche con Silvestri del M5s, il senatore riformista torna a difendere il sostegno militare a Kiev
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“Ma lei reputa verosimile che, una volta al governo, riusciate a convincere Conte, Fratoianni e Bonelli a mandare le armi all’Ucraina? Voi che siete obiettivamente una minoranza nel Pd e nella coalizione progressista?”. A Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, Savino Balzano pungola il senatore dem Filippo Sensi su uno dei principali motivi di scontro nel campo progressista: il sostegno militare a Kiev. Il parlamentare riformista non ha dubbi: “Non c’è un governo europeo di nessun segno politico, di sinistra, di centro o di centrodestra, che non stia dentro una linea di sostegno all’Ucraina. Pensare che l’Italia possa rompere questa linea secondo me è poco verosimile. Un governo italiano darà sempre sostegno all’Ucraina”.

L’argomento della puntata verte sullo scambio a distanza del 15 ottobre tra Sensi e il deputato M5s Francesco Silvestri, intervistati da Manolo Lanaro per Il Fatto Quotidiano. Dopo gli applausi di alcuni riformisti Pd alle parole di Giorgia Meloni sull’Ucraina, Sensi ha sostenuto che un futuro governo progressista debba inviare armi a Kiev “per davvero”, accusando l’attuale esecutivo di non farlo da oltre un anno. Silvestri ha replicato sarcastico: “Se Sensi vuole più armi, gliele porti lui personalmente, se le carica e gliele porta”. E ha puntualizzato che un governo alternativo alla destra dovrebbe invece interrompere le forniture militari e favorire il dialogo con Putin.
I conduttori Balzano e Gianluca Fabi ripartono proprio dalla battuta di Silvestri, chiedendo scherzosamente a Sensi se intenda portare personalmente le armi in Ucraina. Il senatore replica: “A Silvestri non manca l’umorismo, però poi dice delle cose un po’ enormi, come quella che bisogna dialogare con Putin”. E attacca il riferimento del deputato M5s alle conseguenze economiche della guerra: “Ma non c’è un minimo di umanità? Lì muoiono persone ogni giorno, vengono distrutte città”.

Balzano sottolinea che mai M5s e Avs potrebbero accettare di mandare armi a Kiev. Il senatore dem richiama l’esperienza del governo Draghi, del quale fecero parte sia il M5s sia la Lega, oggi contraria a nuove forniture militari. A suo giudizio, l’appartenenza dell’Italia all’Europa pesa più delle differenze tra i partiti di una futura maggioranza.
Ma Balzano insiste: come può una componente minoritaria della coalizione convincere Conte, Fratoianni e Bonelli, oltre alla stessa Schlein?Il parlamentare ribadisce che il sostegno militare a Kiev è la posizione ufficiale del Pd, confermata dalla segretaria e dai voti parlamentari. Ammette che non tutti nel partito la pensano come lui, ma rivendica la continuità di quella scelta. Poi arriva l’affondo contro i possibili alleati: “Il Pd la pensa in un modo, secondo me giusto, in coerenza con quello che pensano i grandi partiti in tutta Europa, e il M5s la pensa come Vannacci, come Marine Le Pen, come l’AfD. Penso che se ne dovranno fare una ragione”.

Fabi introduce anche il problema del consenso degli elettori, chiedendo se il Pd sia pronto a scontrarsi con un’opinione pubblica sempre più preoccupata dalle difficoltà sociali ed economiche. Sensi contesta che gli italiani siano contrari al sostegno all’Ucraina: “Ci sono sondaggi che vanno in questa direzione molto chiari e molto espliciti, altri che invece dicono no, però c’è più freddezza”. Richiama quindi le imminenti elezioni americane di midterm e sostiene che negli Stati Uniti il tema controverso sia soprattutto la guerra in Iran, per le sue conseguenze energetiche, più che quella in Ucraina. “Non penso che in Italia noi stiamo soffrendo perché non abbiamo il gas o il gasolio russo. Penso che non ci creda nessuno”.

Ma è sulla durata del conflitto che il confronto si fa più serrato. Fabi osserva che, nonostante le armi inviate finora, la guerra prosegue senza una vittoria decisiva di nessuno dei contendenti. Sensi risponde ricorrendo a una metafora: “Se tu dai le armi, cioè dai la medicina al malato, gli stai facendo male perché la medicina gli consente di stare in piedi?”. Precisa che l’Ucraina non è un malato e definisce gli ucraini combattenti dal “coraggio leonino”. Per il senatore, “fornire le armi non vuol dire prolungare la guerra. Significa prolungare l’esistenza dell’Ucraina”. E di fronte alle obiezioni del conduttore e alle immagini dei bombardamenti russi su Kharkiv, sbotta: “Ma di che stiamo parlando? Mi sembra il mondo alla rovescia”.

Balzano insiste: “Noi fino a oggi abbiamo fatto quello che dice lei, ma da soli che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo vincere contro Mosca, che ha il più grande arsenale nucleare del mondo? Questo state proponendo? E peraltro con che armi?”.
Il senatore evoca i partigiani: “Se si fosse fatto questo ragionamento ai tempi della Resistenza, l’Italia oggi starebbe sotto i nazisti”.
“No, è completamente diverso”, obietta Balzano.
Sensi riconosce la diversità delle circostanze, ma ribadisce che togliere le armi agli ucraini non significa automaticamente fermare la guerra. Balzano torna sulle prospettive del conflitto: “Lei si rende conto che l’Ucraina come l’abbiamo conosciuta prima del 2022 non esisterà mai più? Voi con questa cosa ci dovete fare pace, perché è un dato di fatto”. E invita a valutare concessioni territoriali alla Russia per evitare conseguenze ancora peggiori. Sensi respinge la posizione del conduttore: “Non lo dovete dire a chi cerca di difendere l’Ucraina, dovete dirlo a Putin”. Ricorda che Zelensky propone un cessate il fuoco sulle linee attuali e accusa Mosca di continuare a bombardare le città ucraine: “Perché fate questo discorso a chi dice che forse l’Ucraina sta resistendo e resiste pure in nome e per conto dell’Europa? Questo mi sembra un po’ il mondo alla rovescia”.

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