Devastazione Milano: chiesto il carcere per 11 arrestati. Tra i 271 accompagnati in Questura ci sono 220 minori, ci sono anche 12enni I fermati sono 174
Doveva essere la giornata nella quale Milano rialzava la testa dopo la guerriglia urbana che sabato ha trasformato piazza Duomo in un campo di battaglia. Passeggiando per le vie del centro, si aveva l’impressione di attraversare una città dopo gli scontri, con il silenzio a fare da sfondo ai resti delle violenze ancora da sgomberare: cartelli divelti, cestini usati come armi e i segni di una notte difficile. Una domenica grigia che ha cambiato volto dopo pranzo, quando in strada sono tornati giovani e giovanissimi, protagonisti di nuovi disordini tra il centro e le vie limitrofe.
Le devastazioni sono simili a quelle del giorno precedente, ma le immagini circolate nella serata di domenica raccontano una presenza diversa. Non più soltanto una piazza eterogenea, composta da studenti, lavoratori e società civile, ma gruppi di ragazzini, in gran parte minorenni, alcuni giovanissimi, vestiti di nero e con il volto coperto, pronti a lanciare pietre, petardi e oggetti raccolti per strada. Nel mirino finiscono le vetrine dei negozi e gli arredi urbani, mentre piazza Duomo, via Torino e le strade limitrofe diventano teatro di nuovi momenti di tensione.
La divisione in piccoli gruppi rende ancora più complicata la gestione dell’ordine pubblico. Gli spostamenti continui rendono difficile per gli agenti delimitare le aree interessate dai disordini, da piazza Duomo a Cordusio, fino alla Stazione Centrale. Il bilancio degli interventi restituisce la dimensione della giornata: sono 271 le persone accompagnate in Questura per i disordini, secondo quanto si apprende da fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza. Tra loro figurano 220 minorenni e 60 cittadini stranieri.
I numeri degli interventi di polizia comprendono 32 arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minorenni, e 28 denunciati, tra i quali 15 stranieri e 23 minorenni. Per 174 delle persone accompagnate in Questura è scattato invece il fermo di prevenzione di polizia, introdotto dal decreto sicurezza del 2026, all’articolo 11 bis. Un quadro che riporta al centro il tema della partecipazione di giovanissimi agli episodi di violenza e delle difficoltà nel contenere gruppi mobili e frammentati.
La procura di Milano ha chiesto il carcere per sei maggiorenni devastazione e resistenza aggravata per le violenze di sabato, stessa richiesta per altri cinque maggiorenni per quanto avvenuto domenica.
A pagare il prezzo degli scontri sono anche gli operatori impegnati sul campo. Al momento risultano 14 feriti tra le forze di polizia, dieci poliziotti e quattro agenti della polizia locale. Intanto, sui social, il sedicente Movimento 17 ottobre ha convocato una manifestazione permanente, da ripetere ogni sabato “fino alla caduta di questo governo ladro”. Non è chiaro chi ci sia dietro l’iniziativa, mentre il governo si prepara a fare il punto sulla gestione dell’ordine pubblico dopo le violenze del fine settimana. “Ho convocato a Palazzo Chigi una riunione sull’ordine pubblico, per fare il punto sulla situazione e valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti”.
Il bilancio della domenica milanese, con centinaia di persone accompagnate in Questura e decine di arresti e denunce, riporta così in primo piano la questione della sicurezza nel centro cittadino e il coinvolgimento di un numero elevato di minorenni nei disordini.