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Cosa dice la normativa europea? - 3/4

Dalla grafica “green” alla lista degli ingredienti: come riconoscere i rilasciatori di formaldeide, cosa dice la normativa europea e perché leggere l’INCI è fondamentale soprattutto per chi ha una pelle sensibile
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Cosa dice la normativa europea?

Gli autori sottolineano come le restrizioni normative introdotte dall’Unione europea abbiano avuto un ruolo importante nel ridurre l’esposizione a queste sostanze. Il Quaternium-15 è stato eliminato dall’elenco dei conservanti ammessi nei cosmetici europei e inserito tra le sostanze vietate, in seguito alla valutazione della sua sicurezza nell’ambito della normativa cosmetica europea. Tuttavia, il problema può ancora riguardare prodotti acquistati al di fuori dell’Unione europea o attraverso canali online che non garantiscono il rispetto della normativa comunitaria. La questione, però, non riguarda soltanto il Quaternium-15. Alcuni altri conservanti rilasciatori di formaldeide sono ancora autorizzati nell’Unione europea entro limiti precisi stabiliti dal Regolamento europeo sui cosmetici. Tra quelli che possiamo incontrare nell’INCI troviamo: DMDM Hydantoin, Imidazolidinyl Urea, Diazolidinyl Urea, Bronopol (2-Bromo-2-Nitropropane-1,3-Diol) e Sodium Hydroxymethylglycinate.

La loro presenza non significa automaticamente che un cosmetico sia dannoso o non sicuro. La normativa europea prevede valutazioni di sicurezza e concentrazioni massime di utilizzo. Inoltre, per tutelare le persone già sensibilizzate, quando il prodotto finito contiene una quantità di formaldeide libera superiore allo 0,001% deve riportare in etichetta l’avvertenza “rilascia formaldeide” (secondo l’aggiornamento normativo europeo introdotto dal Regolamento UE 2022/1181).

Il punto centrale, quindi, non è creare allarmismo verso tutti i conservanti. Un cosmetico privo di un adeguato sistema conservante può infatti diventare terreno fertile per batteri e muffe, con possibili rischi per la pelle. La vera sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza microbiologica, efficacia del prodotto e attenzione alle esigenze delle persone più sensibili.

Alcune categorie sono infatti più vulnerabili: chi soffre di dermatiti, chi ha una barriera cutanea compromessa o chi ha già sviluppato allergie da contatto può trarre beneficio dall’evitare determinati ingredienti. Per questo imparare a leggere l’INCI può diventare un piccolo gesto quotidiano di consapevolezza. Non serve essere chimici esperti: basta conoscere alcune famiglie di ingredienti e ricordare che l’ordine della lista indica generalmente la quantità decrescente delle sostanze presenti nel prodotto.

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