Ucraina, chiusa l’inchiesta sull’ex premier Stefanishyna: “Arricchimento illecito per 276 mila euro e beni nascosti”. Rischia il processo
Arricchimento illecito per 13,9 milioni di grivne (276 mila euro) e falso nella dichiarazione dei redditi e dei patrimoni. Olha Stefanishyna, ex vicepremier ucraina ed ex ministro della Giustizia , dovrà rispondere a queste due accuse mosse dall’Autorità nazionale anti-corruzione (Nabu), che ha chiuso le indagini a suo carico. Il 5 agosto, giorno in cui era stata raggiunta dall’avviso di garanzia, Volodymyr Zelensky l’aveva rimossa dall’ultimo incarico affidatole nel 2025, quello di ambasciatrice negli Stati Uniti.
Secondo i magistrati Stefanishyna possedeva due appartamenti nel complesso residenziale “Faina Town“, registrati a nome di un’amica, del valore di quasi 11 milioni di grivne (218 mila euro). Inoltre, in diversi periodi, ha avuto in uso altri beni intestati a persone a lei vicine, tra cui un appartamento registrato a nome della madre nel complesso residenziale “Lvivska Ploshcha” a Kiev. L’ex vicepremier non ha dichiarato nessuno di questi beni nella E-deklaratsiya, la “Dichiarazione Patrimoniale Elettronica dei Funzionari Pubblici” (lo strumento utilizzato per il controllo preventivo della corruzione nel quale tutti i politici e gli alti funzionari devono dichiarare ogni anno non solo quanto guadagnano, ma tutto ciò che possiedono, usano o spendono), omissione che per il codice penale ucraino costituisce reato.
I pm anti-corruzione sostengono inoltre che Stefanishyna “stava trattando l’acquisto di una casa vicino a Kiev del valore di 550 mila dollari” (circa 490 mila euro). Secondo i magistrati, 250 mila dollari sarebbero dovuti essere pagati in contanti, il resto cedendo al venditore i due appartamenti di “Fayia Town”. La donna avrebbe rinunciato all’affare probabilmente a causa della sua nomina ad ambasciatrice a Washington, ma i redditi dichiarati non le avrebbero permesse di acquistare nessuno di questi beni. Tra l’inizio del 2024 e la metà del 2025, hanno ricostruito i pubblici ministeri, Stefanishyna ha guadagnato circa 3,7 milioni di grivne (73 mila euro) ma nello stesso periodo solo dai suoi conti bancari sono stati spesi circa 4,2 milioni di grivne (83 mila euro).
Oggi l’ex vicepremier è in libertà vigilata (deve presentarsi se convocata dai magistrati, comunicare tempestivamente ogni cambio di residenza o domicilio e non può comunicare con i testimoni o le persone indicate nell’ordinanza del giudice), dopo che a metà agosto uno studio legale per cui lavorava ha pagato la cauzione di 6 milioni di grivne (circa 116 mila euro) fissata dall’Alta Corte anti-corruzione, che ora dovrà decidere del suo rinvio a giudizio. Nel caso si andasse a processo, per la contestazione di dichiarazione patrimoniale non veritiera Stefanishyna rischierebbe fino a 2 anni di reclusione, mentre l’accusa di arricchimento illecito prevede una pena da 5 a 10 anni.
Per anni Stefanishyna è stata una fedelissima del presidente Zelensky e una una figura chiave nella sua amministrazione. Dal 2020 al 2025 è stata vicepremier con delega all’Integrazione Europea ed Euro-atlantica, aveva guidato i negoziati per l’ingresso di Kiev nell’Ue e nella Nato, e poi ha assunto anche la carica di ministro della Giustizia. Il presidente l’aveva rimossa il 17 luglio 2025, il giorno dopo che la Procura speciale anti-corruzione aveva reso noto di aver aperto un’inchiesta sulla gestione di quattro importanti beni sequestrati affidati all’Arma (l’agenzia incaricata di amministrare i patrimoni confiscati) in cui era coinvolto il suo ex marito e il 27 agosto l’aveva nominata ambasciatrice negli Stati Uniti, ruolo cruciale per il paese in tempo di guerra. Con l’arrivo dell’avviso di garanzia, Zelensky le ha tolto anche questa carica.